Il Tirreno

Versilia

Condannato il ladro latin lover le ex amanti lo incastrano in aula

Condannato il ladro latin lover le ex amanti lo incastrano in aula

L’uomo aveva agganciato la vittima su una chat e poi si era stabilito nella sua casa a Camaiore La donna lo ha accusato di averle rubato dei gioielli poi trovati nell’abitazione della rivale

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CAMAIORE. Ladro latin-lover incastrato dalle due amanti rivali. Il fatto incriminato è successo nel 2009 a Camaiore e a finire sulla "graticola" di fronte al giudice monocratico del tribunale di Viareggio - con le due donne, una di Camaiore e una di Massa chiamate in aula a testimoniare contro di lui - è stato un uomo originario di Chiavari, Claudio Massa, 50 anni.

Alla fine per lui è arrivata una condanna in primo grado a sei mesi per furto (con la concessione delle attenuanti). La procura aveva chiesto un anno.

Il legale dell’uomo, l’avvocato Graziano Pancetti, aveva invece chiesto l’assoluzione perché le testimonianze di due ex-amanti sarebbero da considerare inaffidabili (le due donne non si sono costituite parti civili).

Tutto è cominciato con un corteggiamento avvenuto su una chat, come accade sempre più spesso nell’era di Internet.

Una donna di 46 anni di Camaiore ha incontrato online quest'uomo che sembrava interessante e, dopo un intenso scambio di messaggi, ha deciso di conoscerlo di persona.

La cosa è andata avanti e per qualche giorno il corteggiatore è stato ospitato nella casa della signora a Camaiore.

Nel frattempo alla donna,stavolta per telefono, era anche arrivato un avvertimento da una ex del latin-lover, una donna di Massa, che le diceva di stare attenta perché, a quanto pare, aveva il vizietto del furto.

La camaiorese ha deciso di non ascoltare quello che sembrava un avvertimento interessato, magari dettato dalla gelosia o dalla voglia di vendetta. Ma a quanto pare - secondo quanto messo in evidenza dalla procura - in quel messaggio c'era un fondo di verità.

Quando la donna è tornata a casa dal lavoro non ha più trovato l'amico e ha notato che dai suoi cassetti erano scomparsi alcuni gioielli d'oro e altri pezzi di bigiotteria. A quel punto il sospetto insinuato dall’altra donna si è quasi trasformato in certezza. La donna ha così cercato al telefono l’autore del furto - che aveva lasciato vestiti e altri oggetti nella sua casa.

Alcune delle cose scomparse sono state poi ritrovate addirittura a casa della "rivale", dove le aveva depositate l'accusato (che a quanto pare "giocava" su due tavoli) all’insaputa della padrona di casa.

Dopo la scoperta del furto è partita la denuncia che ha portato al processo che si è concluso due giorni fa in tribunale a Viareggio. Durante la discussione in aula sono arrivate le due donne a raccontare lo strano intreccio di relazioni. Assente invece l'accusato.

Alla fine il giudice Nidia Genovese ha deciso per una condanna ridotta rispetto alle richieste della Procura, concedendo le attenuanti.

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di Redazione web