Italia
«La Fondazione ha dimenticato il teatro dialettale»
L’attacco di Borraccini, fondatore della Banda di Matti: «Incomprensibili i criteri di assegnazione di alcuni premi»
VIAREGGIO. Ha aspettato che la cerimonia di premiazione fosse conclusa. Poi ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera accorata in difesa delle Canzonette. Soprattutto quelle cosiddette “minori”, ma che minori non sono affatto. Francesco Borraccini, uno dei fondatori della compagnia Banda di Matti, rimprovera infatti alla Fondazione Carnevale di aver quasi completamente dimenticato durante le premiazioni il mondo del teatro dialettale. A cui dovrebbero essere dedicati almeno due premi: quello intitolato a Egisto Malfatti e quello ad Enrico Casani.
«La cerimonia di premiazione del Carnevale svoltasi il giorno di Pasquetta - attacca Borraccini - ci ha regalato l’ennesima strampalatezza della Fondazione Carnevale e del suo presidente Alessandro Santini. Quando a suo tempo leggemmo i destinatari dei premi speciali, rimanemmo a dir poco strabiliati, ma non volevamo innescare la polemica prima dell’evento. Ma ora che i giochi sono fatti, ci sentiamo di intervenire sull’argomento. Come da anni sosteniamo, ancora una volta sono state ignorate le Compagnie delle Canzonette (se si esclude lo strameritato premio a Stefano Toncelli), e dello spettacolo carnevalesco in generale, e questo la dice tutta sull’attualità e la pertinenza delle scelte».
«Innanzitutto - prosegue il fondatore della Banda di Matti - ci piacerebbe sapere da chi è composta la Commissione che decide i premiati: non vorremmo che tutto uscisse dal presidente in prima persona, e allora capiremmo tante cose. Appare incomprensibile l’assegnazione dei premi Casani e Malfatti. Con tutto il rispetto per il Rione Campo d’Aviazione, che con grande entusiasmo e coraggio si è messo in gioco riscuotendo un buon successo e questo non può che far piacere a tutti, e alle Carneval Night, un po’ meno brillanti e sul cui successo si può ampiamente discutere, ma crediamo che altri personaggi o movimenti in città avrebbero dovuto attrarre l’attenzione della Fondazione. Se la Burlamacco ’81 in varie occasioni non è stata dimenticata, buio pesto sulle Compagnie La Combriccola e Banda di Matti, che ambedue festeggiavano nel 2013 il decennale. E quest’ultima, con l’annuncio che dopo aver rivisitato 10 anni di Casani, probabilmente abdicherà. E che dire dei singoli, per esempio Lisa Turiani, autrice e attrice della Combriccola e da anni protagonista delle scene, Gabriella Gori, da dieci anni con la Banda di Matti e tante altre Canzonette in precedenza, di Cristiana Gemignani, che ha inventato il Caffè di Burlamacco che per tre giovedì ha avuto un gran successo al Margherita, o dei Carnevalari, che spesso hanno dato lezioni severe proprio alla Fondazione a livello organizzativo con il loro Festival di Burlamacco, ma la lista potrebbe essere molto lunga. Siamo contenti che questo sia stato l’ultimo atto di questa Fondazione che, da questo punto di vista, non ci mancherà».
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