Il Tirreno

Versilia

i legalI

Il primo round all’accusa «È il processo che volevamo»

Il primo round all’accusa «È il processo che volevamo»

LUCCA. «È il processo che volevamo!». Tiziano Nicoletti è uno degli avvocati dei familiari delle vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009: quando esce dall’aula dell’udienza preliminare è...

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. «È il processo che volevamo!». Tiziano Nicoletti è uno degli avvocati dei familiari delle vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009: quando esce dall’aula dell’udienza preliminare è visibilmente soddisfatto. «Si sta delineando - continua - il processo che volevamo: un processo che non ha al centro il risarcimento del danno ma l’interesse di tutti». È il senso dell’ammissione di 117 parti civili su 120, con il via libera alle domande di tredici rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza da tutta Italia. «È il riconoscimento della rilevanza del disastro ferroviario di Viareggio», commenta Gabriele Dalle Luche, legale proprio degli Rls: «Un disastro ferroviario al quale viene data la giusta dimensione». Quella «potenzialmente catastrofica», sottolinea Filippo Antonini, avvocato del sindacato Orsa, soddisfatto in particolare dell’ammissione della costituzione di parte civile dei sindacati anche nei confronti degli imputati tedeschi. «Anche tali imputati - scrive il giudice Alessandro Dal Torrione - secondo l’assunto accusatorio sono indicati quali corresponsabili dei fatti-reato da cui le costituende parti civili ritengono di avere subito un danno proprio».

Non sarà parte civile, invece, l’associazione “Il mondo che vorrei”, quella che riunisce i familiari delle vittime: «Ma è importante - spiega il legale, Maurizio Dalla Casa - il riconoscimento della natura di ente rappresentativo degli interessi lesi dal reato». Riconoscimento in base al quale l’associazione sarà parte lesa nel processo, «potendo esercitare diritti e facoltà che la legge attribuisce, come presentare memorie ed indicare elementi di prova».

La giornata di ieri si è conclusa con la citazione dei responsabili civili, ovvero delle imprese coinvolte. Non un atto meramente formale - sottolinea l’avvocato Riccardo Carloni - «perché ciò significa che le aziende coinvolte devono aprire un apposito capitolo di spesa nei relativi bilanci». (d.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa