Sicurezza
Buratti: Forte non sarà la cassaforte della Versilia
FORTE DEI MARMI. Prima di sposarsi sarebbe opportuno un bel fidanzamento, dopodiché, verificata nel tempo la fedeltà dei quattro Comuni della Versilia, si potrebbe passare la parola ai cittadini per...
FORTE DEI MARMI. Prima di sposarsi sarebbe opportuno un bel fidanzamento, dopodiché, verificata nel tempo la fedeltà dei quattro Comuni della Versilia, si potrebbe passare la parola ai cittadini per un eventuale matrimonio suggellato dal referendum. Va via di metafora il sindaco di Forte Umberto Buratti, per precisare meglio il FortedeiMarmi-pensiero rispetto al progetto del Comune unico, che tra piazza Garibaldi e il Pontile, in tanti hanno la sensazione che i partner desiderino accelerare al massimo. «L’ho già detto ai colleghi ma ci tengo a ripeterlo pubblicamente – spiega Buratti - se anziché quattro sindaci fossimo quattro amministratori delegati di altrettante società che vogliono fondersi, la prima cosa che faremmo sarebbe quella di chiedere per tutela reciproca i rispettivi bilanci, in modo da valutare la situazione economica e finanziaria. E anche per il Comune unico il tema centrale sono le risorse, anche perché dopo l’unione, ci sarà il principio dell’unicità del bilancio e tutte le entrate andranno a finire assieme. E se capisco che per qualche intervento d’urgenza non ci sarebbero problemi, magari per pianificare progetti ambiziosi e importanti nei quartieri (perché tali diventeranno gli ex comuni) si corre, invece, il rischio di far rinascere proprio le situazioni che portarono nel 1914 la frazione di Forte dei Marmi a chiedere l’autonomia da Pietrasanta. E che in breve erano che la frazione per i fortemarmini dell’epoca non veniva considerata a sufficienza dagli amministratori pietrasantini. Faccio qualche esempio - continua Buratti – tra le altre cose fu criticata la realizzazione del viale Apua che indicava un’attenzione alla Marina più vicina al capoluogo, ma indicava pure il disinteresse per una zona periferica come Forte. Così come ci fu la questione dell’introduzione dell’imposta di soggiorno. Insomma c’erano tante attività che dal capoluogo si concentravano su aree più prossime. E nessuno può obiettare sul fatto che, una volta creato il Comune Unico, a decidere non saranno più i quattro consigli comunali, ma trenta consiglieri civici eletti dalla maggioranza dei residenti e quindi con alte probabilità che siano pietrasantini o seravezzini, molte meno stazzemesi e fortemarmini, che sono ormai sulla carta meno di 7500». «Dico questo perché sono aspetti che devono essere valutati bene – prosegue il sindaco di Forte - e che solo uno studio accurato, richiesto ad una società terza e indipendente potrebbe servire a disegnare gli scenari possibili in base alla normativa vigente, scenari che poi serviranno ai cittadini per decidere in piena autonomia». «Abbiamo una storia comune e progetti comuni - conclude Buratti - iniziamo a lavorare per verificare se ci sono concrete prospettive, perché deve essere ben chiaro – conclude il sindaco - che Forte dei Marmi non intende essere la cassaforte del Comune unico della Versilia per poi passare ogni ambito decisionale a tutti gli altri».
(r.f.)
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