Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio

Strage di Viareggio, "Un disastro che coinvolge tutta l'Italia"

Strage di Viareggio, "Un disastro che coinvolge tutta l'Italia"

Il gup Alessandro Dal Torrione ha accolto 117 richieste di parte civile su 120. Gli avvocati dei familiari delle vittime: "E' il processo che volevamo"

2 MINUTI DI LETTURA





"Quel treno, solo nel suo ultimo viaggio - nel percorso Trecate-Gricignano - avrebbe potuto coinvolgere i ferrovieri con sede a Genova, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Salerno, Reggio Calabria eccetera che prestavano servizio su treni locali, merci, espressi, Intercity, Eurostar percorrenti i medesimi tratti di linea". Così nell'ordinanza del giudice per l'udienza preliminare, Alessandro Dal Torrione, le motivazioni con le quali si accoglie la costituzione di parte civile di 13 rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza di tutta Italia. Un disastro, insomma, che coinvolge tutta l'Italia. Gli avvocati di Ferrovie avevano eccepito che non ne avessero diritto in quanto il disastro ha coinvolto solo Viareggio.

"È il processo che volevamo", spiega Tiziano Nicoletti, uno degli avvocati dei familiari delle vittime della strage di Viareggio nel 2009 dopo la decisione del giudice Dal Torrione di ammettere 117 richieste di costituzione di parte civile su 120. Un provvedimento, quello del Gup - commenta Maurizio Dalla Casa, avvocato dell'associazione dei familiari delle vittime - "che implicitamente riconosce la non esistenza delle ragioni che hanno fatto affermare in aula l'esigenza di "pulizia". Assolutamente ingiustificata e infondata".

A fare richiesta di "pulizia" dell'eccessivo numero di costituzioni di parte civile erano stati gli avvocati dei 32 imputati per il disastro ferroviario di Viareggio di quattro anni fa. Il giudice ha invece ammesso tutte le richieste di costituzione di parte civile escludendo solo l'associazione dei familiari delle vittime, "Il mondo che vorrei", costituitasi dopo il disastro, e la rivista dei macchinisti "Ancorainmarcia". "Il mondo che vorrei" è comunque riconosciuta parte lesa e potrà produrre la propria documentazione in vista del processo.

Si conclude così la terza giornata di udienza preliminare che si è tenuta oggi (giovedì 4 aprile) al Polo fieristico di Lucca. "Se quella maledetta notte fossero scoppiate le altre cisterne e fossero morte più persone, ecco che le parti civili in aula sarebbero decisamente meno...", ha commentato stamani con amarezza Andrea Maccioni che, quattro anni fa, ha perso la sorella Stefania e i nipotini Luca e Lorenzo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa