Il Tirreno

Versilia

Fiori davanti alle boutique e polli arrosto sul viale

Fiori davanti alle boutique e polli arrosto sul viale

Gli ambulanti del mercato coperto chiariscono dove verrebbero collocati in caso di trasferimento. «Niente cotture allo spiedo davanti alle vetrine griffate»

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FORTE DEI MARMI. Per chi è abituato al gomito a gomito attorno ai banchetti del cachemire e alle folle dell’anello di piazza Marconi, una visita alla propaggine del mercato del mercoledì mattina, ancora ospitata al Mercato coperto di via Piave, è un vero shock: qui le persone si contano sulla punta di una mano, non c’è via vai e soprattutto c’è un’aria molto triste.

E la colpa non è neanche dei 17 operatori che ancora insistono nel provarci ogni mercoledì dell’anno: «Forse abbiamo comunicato male, ma la nostra non è affatto l’ansia di andare a lavorare fianco a fianco dei colleghi dell’abbigliamento, è solo un appello disperato per le nostre aziende che non lavorano più».

Francesco Tomei e Filippo Conti ce la mettono tutta per farci capire la situazione in cui si trovano: «Pensi che quattro anni fa eravamo in 30, oggi in 15, più un artigiano e un produttore diretto; ma chi manca non è andato in pensione, non viene più perché – come gli ultimi quattro che a dicembre hanno riportato le licenze in municipio – non ce la faceva più a far tornare i conti tra spese, suolo pubblico e incassi miseri. La colpa non è nostra, ma di circostanze generali: questo era il mercato dove i fortemarmini venivano a fare la spesa, ma oggi quei fortemarmini abitano fuori Comune e non ci sono più. I turisti poi all’89% non sanno neanche dove sono i nostri banchi. Credono che esistano solo quelli dell’anello di piazza Marconi».

A nome anche dei colleghi, Tomei e Conti proseguono chiarendo alcuni aspetti della polemica che accompagna l’ipotesi di un loro spostamento verso il centro: «Intanto non è vero che siamo alimentaristi: 7 lo sono, di cui 2 venditori di polleria, ma c’è anche un frutta e verdura, 4 salumieri, 3 banchi di piante e fiori, 1 ferramenta, 2 negozi di casalinghi e 2 di abbigliamento, oltre ad un arrotino e un venditore di miele, e questo è importante perché dipinge diversamente il nostro gruppo. Poi secondo noi – proseguono – c’è l’errore sul posizionamento. Non andremo certo ad oscurare le vetrine dei negozi di piazza Marconi, come molti credono, ma abbiano chiesto di occupare il lato Viareggio (che ha alle spalle la pinetina) del solo tratto che dal viale a mare risale fino al Caffè La Milanese. È ben diverso: e tra l’altro occuperemo 27 parcheggi, liberandone però 47. Inoltre, proprio perché la cosa sarebbe sperimentale, abbiamo omesso di valutare le regole e i punteggi per l’assegnazione degli eventuali posti: ma abbiano cercato di accontentare tutti ed evitare problemi. Così i pollivendoli sono finiti al viale a mare, mentre davanti alle vetrine dei negozi ci sarebbero più gradevoli piante e fiori. A dirla tutta – proseguono – noi avevamo, in un primo tempo, chiesto la via Quattro Novembre, tra la Telecom e l’ex Hotel Nettuno, ma poi ci è stata suggerita la soluzione attuale».

«Inoltre – concludono Tomei e Conti– siamo pronti a rientrare al vecchio mercato coperto una volta fatti i lavori e rilanciata quella sede che sarà diventata un nuovo polo d’attrazione della clientela».

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