Il Tirreno

Versilia

Servono sette milioni per riparare i danni causati dalla pioggia

Servono sette milioni per riparare i danni causati dalla pioggia

Venticinque le abitazioni inagibili, una località isolata A Seravezza, Camaiore e Pietrasanta è ancora emergenza

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VERSILIA. Sfiora quota 7 milioni di euro la stima di quanto i tre comuni di Seravezza, Pietrasanta e Camaiore dovrebbero investire per rimettere in sesto il sistema della viabilità montana dopo le numerose frane – da Monte di Ripa a Bottigliona a Colletto Santucci – causate dal maltempo delle scorse settimane. Cifra esorbitante per le dimensioni dei tre comuni, alla luce anche della corrosione dei trasferimenti statali e dei vincoli alla capacità di spesa con cui tutti i municipi negli ultimi anni, e in maniera sempre più marcata, hanno dovuto fare i conti. Ciò che impensierisce maggiormente i sindaci è che – mentre sono ancora 25 le famiglie che da tre settime non possono rientrare nelle proprie case (non tutte le ordinanze di sgombero sono state revocate per ragioni d sicurezza) – dal fronte della Regione non ci sono avvisaglie di stanziamento di risorse.

Seravezza. Lievita – rispetto alla prima stima di 2,2 milioni di euro – e raggiunge la soglia di 3,3 milioni il conto per Seravezza. Facendo leva sulle proprie forze, il Comune potrebbe racimolare meno del 10 per cento: è indubbio che al gruzzolo si dovrebbero aggiungere risorse di fonte statale e regionale. Ed è qui che cade l'asino: «Non ci sono notizie dell'arrivo di risorse economiche a sostegno del ripristino – avverte il sindaco Ettore Neri – Unico aspetto positivo - aggiunge - è che la Regione è attenta alle situazioni di disagio dove ci sono famiglie evacuate o isolate». E Seravezza questo triste requisito lo possiede: 8 (rispetto alle 12 iniziali) sono ancora le famiglie che rimangono fuori dalle proprie case sul Monte di Ripa, e una quindicina sono le famiglie isolate in località Lavacchino (sul versante collinare di Pietrasanta), a causa del triplo cedimento di via della Resistenza, costrette a raggiungere le proprie abitazioni mediante delle vecchie mulattiere (ripristinate per l’emergenza). Entro il 30 aprile, la giunta comunale presenterà il bilancio consuntivo: Neri sa di avere un tesoretto - un avanzo di bilancio - di 680mila euro: di esso però ne può spendere solo 200mila, perché il resto è vincolato dal Patto di bilancio. «La seconda carta che possiamo giocare - dice il sindaco - è quella della stipula di un mutuo di circa 500-600mila euro» che, aggiunti ai 200mila, fanno 7-800mila euro. «È evidente - osserva Neri - che per raggiungere la somma di cui abbiamo bisogno è necessario l'intervento dello Stato e della Regione». La cifra di 3,3 milioni corrisponde a quanto si dovrebbe spendere per porre rimedio ai danni provocati dai collassi lungo via della Resistenza sul Monte di Ripa; dalla frana sulla strada che porta a Minazzana; dal cedimento su un tornante dopo il bivio per Fabbiano, in direzione La Cappella; dalla piccola frana di via Nagni in località Montorno; da un altro smottamento su via Monte Altissimo; oltre ad una serie di criticità meno preoccupanti. «Togliendo gli eventi minori si scende sotto la soglia di 3 milioni», precisa Alex Pardini, consigliere delegato alla protezione civile comunale, ma tant'è .. «Adesso dobbiamo valutare quali possano essere le opzioni di intervento – aggiunge Pardini – Il ripristino di via della Resistenza è senza dubbio una priorità. Ci stiamo mettendo tutto il nostro impegno, ma è una situazione molto impegnativa, e che non può andate avanti all’infinito».

Camaiore. Ancora 10 famiglie sfollate - per un totale di 30 persone - per le frane a Camaiore. Le situazioni più gravi riguardano la zona di Colletto Santucci e via di Contra. I danni calcolati per danni alle strade, ai versanti e alla scuola di Marignana (che è stata chiusa in via precauzionali nei giorni del picco del maltempo) ammontano a 1.600.000. Ma aggiungendo i danni subiti dalle case e dai terreni privati, le stime - con alcune abitazioni che rischiano di dover essere abbattute - sfiorano i 7 milioni di euro. I tecnici incaricati dalle famiglie evacuate stanno cercando di evitare che le case debbano essere demolite. Intanto il sindaco ha revocato le ordinanze per l’impraticabilità, per motivi di sicurezza, di alcune aziende minacciate dalla frana caduta alle spalle dell’Incaba. A preoccupare i tecnici del Comune è soprattutto la possibilità che continui a piovere dopo che, nei primi 75 giorni dell’anno, i livelli di precipitazioni sono stati cinque volte superiori a quelli dello stesso periodo dell’anno precedente. Nuovi acquazzoni e bombe d’acqua potrebbero far precipitare la situazione: per questo la Protezione civile sta monitorando costantemente gli eventi. «Finora sono caduti 485 millimetri di pioggia contro i 96 dello stesso periodo del 2012 - spiega il responsabile della Protezione civile Antonio Barsotti - il terreno è inzuppato e fragile. Dovremo aspettare che si asciughi per dire che l’allarme è passato definitivamente. Poi potremo far partire i lavori per risolvere definitivamente le questioni».

Pietrasanta. Qui, dove Palazzo civico stima danni (di competenza pubblica) per 2 milioni di euro, la situazione più difficile rimane quella in località Bottigliona (vedi servizio a piè di pagina), dove sono 6 le famiglie che rimangono lontane dal loro tetto. A complicare i lavori di ripristino, c’è il fatto che la frana che si è abbattuta nella zona insiste su un terreno privato, lottizzato tra più proprietari: dal Comune informano che «spetta ai privati proprietari farsi carico dei costi della messa in sicurezza». In via di risoluzione, invece, la situazione di Metati Rossi, frazione di Strettoia, dove è ancora fuori casa una famiglia.

Giovanna Mezzana

Gabriele Dini

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