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Versilia

Anche la Cervia si difende: «Falco Moreno curato, non pompato»

Dopo l’intervento del presidente del Leon d’Oro, ieri ha preso posizione anche Amedeo Bonacci, presidente della Cervia, appellandosi alla tipologia di sostanze trovate nel miccio della contrada...

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Dopo l’intervento del presidente del Leon d’Oro, ieri ha preso posizione anche Amedeo Bonacci, presidente della Cervia, appellandosi alla tipologia di sostanze trovate nel miccio della contrada bianco-blu (Falco Moreno). «Esiste un elenco nel regolamento della Fei, riconosciuto a livello internazionale, per il controllo farmacologico e antidoping dei cavalli – spiega Bonacci – in cui le sostanze vengono suddivise in due tipi: dopanti e medicazione controllata». Le prime sarebbero completamente bandite, cioè non possono mai essere somministrate agli animali da corsa; le seconde vengono utilizzate a scopo terapeutico. Quelle trovate nell’asino della Cervia dal laboratorio dell’Unire sarebbero da ricondurre tra le medicazioni controllate. «Noi riconosciamo che il nostro è stato un errore, purtroppo involontario – continua il presidente della Cervia – tuttavia deve essere anche precisato che non si tratta di una cosa così grave come è stato fatto sembrare. Anche il regolamento ufficiale prevede che in base al tipo di sostanza somministrata vengano inflitte pene diverse e si distingue – prosegue Amedeo Bonacci – tra cavalli dopati e controllati». E nell’ippica talvolta gli animali in cura con determinate sostanze terapeutiche vengono anche fatti gareggiare. Il presidente della Cervia ha aggiunto che la sostanza rinvenuta nel loro animale non era nell’elenco della Fei fino a circa 2 anni fa.

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