Gioco
Il veterinario: «Chi ha usato farmaci sapeva cosa faceva»
QUERCETA. Chi – prima che i micci corressero durante il Palio 2012 – ha “usato” sugli animali certe sostanze non poteva non sapere che cosa stesse maneggiando: è ciò che sostengono i veterinari Asl....
QUERCETA. Chi – prima che i micci corressero durante il Palio 2012 – ha “usato” sugli animali certe sostanze non poteva non sapere che cosa stesse maneggiando: è ciò che sostengono i veterinari Asl. Al centro del dibattito di giovedì sera, alla Pro Loco di Querceta, c'è stata proprio la tipologia di farmaci somministrati ai micci. Secondo le voci raccolte, si tratterebbe di sostanze terapeutiche, utilizzate per curare gli animali da alcune patologie. Sotto questa luce, il doping sarebbe da considerarsi meno grave. «Se all’animale è stato fatto un trattamento – spiega Roberto Pieroni, veterinario che era presente al Palio come responsabile dell’Asl – è obbligatorio comunicarlo prima della gara: una Commissione deciderà se farlo correre o meno». Insomma, se uno è a posto, può serenamente fare presente le cure fatte e i farmaci somministrati all’asino. Ciononostante, anche se determinati farmaci non aumentano le capacità motorie del miccio, potrebbero causargli un danno. Ad esempio: gli antinfiammatori, «possono essere un doping – continua Pieroni – perché influiscono sul metabolismo dell’animale». In pratica, il miccio corre, non sente il dolore, e può farsi molto male.
Un’altra tipologia di farmaci che sembrerebbe essere stato somministrato è il broncodilatatore. «Si può utilizzare a scopo terapeutico, ma anche per migliorare le caratteristiche respiratorie. Tuttavia – continua Pieroni – chi ha fatto uso di certe sostante non poteva non sapere il rischio a cui andava incontro. Quasi tutti i farmaci hanno un tempo di “sospensione” (cioé il tempo necessario all’organismo per metabolizzare il prodotto somministrato), quindi si sa quando una sostanza non è più presente nel corpo».
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