Il Tirreno

Versilia

Muore a quattro anni per meningite

di Matteo Tuccini e Gabriele Dini
Muore a quattro anni per meningite

Febbre alta e nausea, i genitori lo portano all’ospedale. Entrato in coma, lo trasferiscono al Meyer ma è tutto inutile

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di Matteo Tuccini

e Gabriele Dini

CAMAIORE

Camaiore è sotto choc: un bambino di soli 4 anni e mezzo, Niccolò Marchetti, è morto ieri mattina all’ospedale Meyer di Firenze per una meningite fulminante. Il piccolo era arrivato lì mercoledì sera dall’ospedale Versilia, dove i genitori lo avevano portato nel tardo pomeriggio.

Niccolò, infatti, era malato da qualche giorno, ma le sue condizioni erano peggiorate: la febbre si era alzata ed era tormentato dalla nausea. Pochi minuti dopo il suo arrivo al pronto soccorso pediatrico, il bambino è entrato in coma. I sanitari gli hanno prestato le prime cure e ordinato il trasferimento all’ospedale Meyer di Firenze. Ma per lui non c’è stato nulla da fare: è morto la mattina seguente.

Sembrava un’influenza. Sono le 18,30 di mercoledì quando Niccolò arriva in ospedale. Il piccolo non va all’asilo da qualche giorno: è malato, sembra una forma influenzale come tante. Ma quel giorno sta male, molto male. Le febbre si è alzata in maniera preoccupante e ha un forte mal di pancia con nausea. I genitori lo portano al pronto soccorso pediatrico, dove un’infermiera esperta capisce subito che non si tratta di influenza. Tutto succede in pochi minuti: il bambino entra in coma, i sanitari lo stabilizzano con le prime terapie e lo sottopongono a una Tac. Nel frattempo si organizza il trasferimento al Meyer. Intorno alle 20, parte l’ambulanza verso Firenze. Alle 21 il bambino arriva in reparto e lì c’è la prima diagnosi che parla di meningite. Si tratta della forma batterica, meno frequente e meno contagiosa. Ma devastante. E per il piccolo Niccolò non c’è scampo: muore il mattino dopo, intorno alle 8.

Una famiglia conosciuta. Quel nome, “meningite fulminante”, descrive freddamente la rapidità feroce di una tragedia così grande. Non si può capire, se non provandolo - purtroppo - sulla propria pelle, cosa significa portare un figlio con la febbre alta all’ospedale, e vederselo andare via in poche ore. Si può solo provare a immaginare, rabbrividendo, cosa significa perdere un angelo, innocente come solo a quell’età si può essere, che per quattro anni è stato la gioia dei genitori e dei nonni. I familiari del bambino sono molto conosciuti a a Camaiore e a Pietrasanta. Il padre Fabrizio Marchetti e il nonno Lando sono proprietari della gastronomia “Lando” a Tonfano. Il negozio per molti anni ha avuto sede in via di Mezzo a Camaiore. Fabrizio, con la moglie Fatima Roussi - che si dedicava a tempo pieno al difficile mestiere di mamma - e il bambino vivevano nella loro casa nel quartiere Duccini sul lungofiume di Camaiore. Tutta la famiglia era originaria di quella zona, visto che anche il nonno Lando vive nella zona di colletto Santucci di recente colpita dalle frane.

Comunità in lutto. Subito dopo la diffusione della notizia a Fabrizio e Fatima sono arrivati centinaia di messsaggi di solidarietà dai parenti, i vicini, i genitori del compagni di scuola di Niccolò.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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