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Micci dopati, ecco cosa rischiano le contrade

Micci dopati, ecco cosa rischiano le contrade

Se le controanalisi confermassero il sospetto che gli animali furono drogati per Leon d’Oro e Cervia potrebbero scattare squalifiche e penalizzazioni

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QUERCETA. È il momento della verità. Così si preannuncia l’appuntamento in programma stasera tra il presidente della Pro Loco e i presidenti di contrada. Al centro dell’incontro il caso doping. Esiste oppure no? Sotto esame ci sono le contrade della Cervia e del Leon d’Oro, che corsero il Palio 2012 rispettivamente con il miccio Falco Moreno e Biscotto. Se le controanalisi confermeranno la non negatività, al di là dell’ambito legale del quale si occuperà la magistratura, si apriranno scenari diversi: alcuni aspetti sembrano già chiari, mentre altri rimangono incerti, in particolare quello relativo a eventuali penalità o squalifiche nella corsa dei Micci del 5 maggio.

Responsabilità della contrada. Sembra proprio che ogni contrada debba assumersi la responsabilità delle condizioni del miccio al momento delle analisi dell’antidoping. «Fanno carico alla contrada – c’è scritto sul regolamento della Pro Loco di Qurceta, all’articolo 17 comma 4 - tutti gli adempimenti sanitari preposti per legge sia in ordine alla permanenza dei micci nella stalla della Contrada, che alla loro partecipazione alla corsa». Lo aveva dichiarato anche il fantino vincitore dell’anno precedente, Francesco Ferrari: «Al momento del controllo del doping c'è un responsabile per ogni contrada, un presidente o un delegato, che firma assumendosi la responsabilità degli esiti». Quindi tutto ciò sembra non lasciare adito a chi obietta che spesso gli asini vengono affittati. Diversa invece è l’ipotesi in ambito giuridico, dove sarà, nel caso, il giudice a decidere i responsabili.

Squalifica competizioni 2012. Su questo aspetto il regolamento è molto ambiguo: «Se le successive controanalisi evidenziassero – articolo 17, comma 13 - positività non consentite ad una qualunque delle sostanze illecite previste dalla vigente normativa, si procederà con la squalifica della contrada il cui miccio abbia evidenziato la suddetta positività». Non è però chiaro a cosa si riferisca la squalifica. Tuttavia, poco sotto, il regolamento prende in esame una situazione simile, in cui sia il fantino a danneggiare il miccio: in questa fattispecie, la contrada – c’è scritto – «sarà squalificata dalla manifestazione». E siccome - lo ha ricordato ieri sul Tirreno il veterinario Roberto Pieroni - il doping è un caso di maltrattamento animale, in questo caso il regolamento sembra riferibile alla manifestazione del giorno del Palio allo stadio di Pozzi: corsa, corteo storico, tema e Alabarda d’Oro. Fosse così, si capirebbe anche il perché la Pro Loco non ha ancora assegnato la Coppa del Presidente al Leon d’Oro. Quest’ultima contrada, se squalificata, perderebbe il premio Alabarda d’Oro e la Coppa Presidente.

Scenari Palio 2013. In questo caso c’è poco di sicuro: «Per quanto non espressamente previsto – continua il regolamento della Pro Loco di Querceta - dal presente Regolamento, si fa esplicito riferimento alla vigente normativa in materia di corse con equini». Si tratta del regolamento ministeriale che però è riferito a gare sportive - quelle dei cavalli - ben diverse. Dunque gli scenari possibili sono: nessun provvedimento per le competizioni 2013 per Cervia e Leon d’Oro; penalità nelle manifestazioni del Palio 2013 o solo nella corsa dei micci; squalifica dalla corsa anche se sembra improbabile poiché ne perderebbe l’intera manifestazione.

Tiziano Baldi Galleni

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