Sicurezza
Querceta, allarme per due cani avvelenati
Un dobermann è morto e un bassotto è in coma. Tra le ipotesi, il lancio di esche avvelenate nei giardini
QUERCETA.
Querceta è incredula e vuole vederci chiaro su quanto è accaduto ai cani di due famiglie che vivono in località Ranocchiaio: uno è morto, l’altro è in coma. Entrambi – è l’ipotesi sostenuta anche dai veterinari – potrebbero essere stati avvelenati.
La proprietaria del cane – un bassotto di nome Billy – che da giorni è in coma in una clinica per gli amici a quattro zampe di Camaiore, è disperata: vuole suonare l’allarme anche perché non succeda ad altri cani quello che è accaduto al suo, con il quale condivide la quotidianità da 14 anni.
Tutto comincia domenica. Padrona e cane vanno a spasso, poi tornano a casa e Billy mangia la sua pappa. Poco dopo comincia a sentirsi male: «Ho pensato – ci racconta – che non avesse digerito la scatoletta, visto che ha rigettato tutto il contenuto della ciotola. In quel momento non mi sono preoccupata, tant’è che, siccome stava meglio, mio marito ed io siamo usciti e l’abbiamo portato con noi. In auto era agitatissimo, faceva cose per cui non riconoscevo il mio cane. Pareva volesse lanciarsi giù dal finestrino, poi è andato sul sedile di dietro ed è stato ancora male. Quindi l’abbiamo fatto scendere e si è lanciato in una pozzanghera per distendersi a terra a pancia in giù», probabilmente era quella la sua reazione al dolore addominale che doveva avvertire.
I coniugi si rivolgono a una clinica specializzata. «Appena visto, la veterinaria mi ha detto: “questo cane è stato avvelenato”. Io sono rimasta senza parole». Arrivano altre conferme: temperatura a 35 gradi (nella norma dovrebbe essere tra i 38° e 39°), e, soprattutto, i risultati delle analisi: inequivocabili. «La veterinaria mi ha confermato – dice la padrona di Billy – che il cane o ha leccato veleno o ha mangiato qualcosa di avvelenato. E mi ha stupito che mi abbia chiesto se ero in grado di escludere l’ipotesi che nel mio giardino potessero essere state lanciate, dall’esterno all’interno, delle esche avvelenate». La proprietaria del cane viene anche a sapere che nelle campagne di Ranocchiaio (dove vive) è da poco morto un dobermann: per avvelenamento.
In prima battuta «la veterinaria parla di veleno per i topi – ripetono dalla famiglia di Billy – dopo ci ha detto che è certa dell’allevamento, ma che ci sono dubbi sulla tipologia di veleno ingerito dal nostro cane».
Per il loro amico a quattro zampe si sono rivolti ai carabinieri di Querceta: «Mi hanno consigliato di fare un appello perché la gente stia in guardia, per sensibilizzare le associazioni pro animali – dice la proprietaria – Io non so se Billy sia stato deliberatamente avvelenato o se invece ha leccato del veleno per topi. Anche si trattasse della seconda ipotesi, sarebbe comunque molto grave e preoccupante che del veleno per i topi si trovi in luoghi accessibili agli animali domestici; penso ad altri cani» e non vogliamo neppure pensare all’evenienza che si trovi alla portata dei bambini.
(g.m.)
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