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Rfi, Trenitalia, Fs logistica: notifiche da rifare

Rfi, Trenitalia, Fs logistica: notifiche da rifare

I legali: non avevamo la posta certificata. Il Procuratore Cicala: abbiamo avuto gli indirizzi dai difensori

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VIAREGGIO. Era nell’aria, e nei corridoi del Tribunale se ne parlava così come negli studi degli avvocati delle parti lese: l’udienza preliminare relativa al procedimento giudiziario per la strage di Viareggio avrebbe potuto aprirsi con una o più eccezioni da parte dei legali di alcuni imputati in merito alle notifiche dell’avviso di conclusioni indagini (415bis). Così è stato: le società Trenitalia, ed Fs logistica - entrambe assistite dall’avvocato Antonio Fiorella del Foro di Roma, e Rete ferroviaria italiana che si è affidato all’avvocato Alfonso Maria Stille (Foro di Roma) hanno dichiarato di non aver ricevuto la notifica che la Procura di Lucca ha inviato il 28 giugno 20012 via mail facendo riferimento agli indirizzi di posta certificata, obbligatoria per i legali, forniti dagli studi degli stessi professionisti. Non solo. Agli atti è presente una comunicazione, inviata via e-mail dalla Procura a tutti i difensori, con la quale si preannunciava l’invio dell’atto di chiusura indagini. «Impossibile pensare che studi legali di fama e dimensioni importanti come quelli dei quali stiamo parlando possano aver avuto problemi di questo tipo», hanno commentato le parti lese ad una sola voce.

A spiegare cosa è accaduto è stato lo stesso Procuratore capo Aldo Cicala, lasciando il Polo fieristico al termine della prima giornata di udienza preliminare: «I difensori erano d’accordo e sono stati loro a fornirci gli indirizzi».

Non solo le società del Gruppo Ferrovie dello Stato (che vede tra gli indagati l’amministratore delegato Mauro Moretti, assistito dall’avvocato Armando D’Apote del Foro di Bologna) hanno eccepito in merito alle notifiche. Anche Angelo Giarda, legale di Giuseppe Pacchioni (amministratore delegato dell’officina Cima riparazioni di Mantova) ha evidenziato lo stesso problema, ma in questo caso un disguido c’era stato realmente.

«Quanto accaduto oggi - commenta Maurizio Dalla Casa che è, tra l’altro, l’avvocato dell’associazione dei familiari delle vittime “Il mondo che vorrei” - francamente non ha alcune rilevanza sui tempi dell’udienza preliminare». Il giudice Alessandro Dal Torrione ha infatti “stralciato” le posizioni delle tre società e di Pacchioni che stanno fermi un giro e che già da oggi riceveranno le nuove notifiche da parte della Procura. «Se vi sono situazioni di dubbio sulle notifiche - tiene a sottolineare l’avvocato Dalla Casa - vanno risolte subito. Ssi tratta infatti di nullità di ordine generale, insanabili, che possono essere rilevate in ogni stato e grado del giudizio, anche d'ufficio». Bene dunque ha fatto il giudice Dal Torrione - è giudizio unanime dei legali delle parti lese, costituende in parti civili - ad aver affrontato - come si dice - il toro per le corna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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