Il Tirreno

Versilia

Molti hotel chiusi per Pasqua ma c’è anche chi sfida la crisi

di Luca Basile

Il presidente degli albergatori Baldini: «Poche prenotazioni, la stragrande maggioranza non aprirà» A Focette, però, cinque su sette lavoreranno regolarmente: siamo a disposizione dei turisti

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PIETRASANTA. Gli alberghi per il weekend pasquale? «La stragrande maggioranza non aprirà. Troppi i costi e poche, anzi quasi nulle, le prenotazioni al momento. Non è più tempo di fare azzardi: la situazione, per certi versi, è molto grave e quindi bisogna stare attenti a non incidere ulteriormente sui costi che pesano già ben prima dell'estate sulla nostra gestione» spiega Luca Baldini, presidente dell’associazione di categoria riferimento per centoventi strutture ricettive presenti sul territorio.

«Al momento non abbiamo dati certi su quanti alberghi apriranno, ma vuoi perché Pasqua arriva con un certo anticipo quest'anno, vuoi perché le prenotazioni scarseggiano e vuoi ancora perché comunque riaprire un'attività comporta costi di gestione significativi, è facile prevedere una chiusura generalizzata. Diciamo, allora, che la stagione, proprio per quanto riguarda il turismo alberghiero comincerà non prima di qualche settimana» aggiunge Baldini.

Prenotazioni che anche in proiezione estate non sembrano però garantire, ad oggi, facili ottimismi. «La situazione è abbastanza ferma, anche se fare confronti, con gli anni passati, in questa fase è prematuro e quindi sarebbe meglio attendere - spiega Baldini - un fatto è certo: anche quest'anno gli alberghi, nel centro come a Marina, hanno deciso di mantenere bloccate le tariffe, anzi, non escludo singoli pacchetti promozionali a prezzi ribassati. Ma non sappiamo se basteranno queste misure per riportare turisti, in discreto numero, dalle nostre parti».

Nel frattempo la mannaia della crisi si abbatte soprattutto sulle assunzioni stagionali. «Sempre più attività, in particolare quelle medio-piccole, tireranno avanti ricorrendo alla conduzione familiare, con ovvi ed ulteriori sacrifici, anche se il servizio offerto alla clientela resterà professionalmente di livello. Del resto, soltanto nel 2012, un albergo di medie dimensioni, a Pietrasanta ha dovuto pagare per Imu e tassa di soggiorno, qualcosa come dodici-tredicimila euro in più rispetto all'anno prima. E tralascio le altre voci di spesa. Tutto questo - insiste Baldini - si ripercuote anche sulle assunzioni. Lo ripetiamo da tempo: spingere la soglia dell'aliquota Imu al massimo, da parte del Comune, è stato un errore. Di cui oggi non solo noi albergatori, ma anche chi ha bisogno di lavorare, ne paga le conseguenze. Essere quindi preoccupati, vista la situazione generale, è il minimo».

Ma c'è anche chi, pur di fronte ad una crisi diffusa, decide di rischiare: è il caso delle Focette, dove più alberghi sono pronti ad accogliere, sempre a Pasqua, potenziali clienti. «Su sette alberghi di zona, cinque ci risultano regolarmente aperti. Certo, al momento le prenotazioni sono ai livelli minimi, ma è un dato di fatto che la festività pasquale è un primo ed importante punto di contatto con i turisti e quindi è preferibile mettersi a disposizione. Detto questo - riferiscono da L'Oceano - sono scomparsi o quasi i gruppi stranieri, prima fonte “di sostentamento” durante la bassa stagione. I motivi? Il costo, eccessivo, d'ingresso nelle principali città toscane, ma anche lo sgradevole fenomeno dei furti ai mezzi andato in scena negli ultimi anni, per un ripetersi di eventi che ha danneggiato, alla lunga, il nostro litorale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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