La mamma del superstite diventa eroe nazionale
A Lecce verrà intitolata a Jenny Marsili Bibolotti la piazza davanti a una scuola «È il simbolo del diritto alla vita dei bambini». Il figlio Mario commosso
SANT’ANNA DI STAZZEMA. Sarà intitolata a Jenny Bibolotti Marsili, una delle madri-simbolo dell’Eccidio di Sant’Anna, la piazzetta su cui dà una scuola media di Alliste, piccola cittadina del Salento. L’omaggio inorgoglisce Stazzema e la Versilia. E riempie il cuore del figlio Mario, che insieme al sindaco Michele Silicani, ha accolto qualche giorno fa a Querceta gli studenti di quella scuola, partiti dalla Puglia per conoscerlo di persona.
Anche dall’altra parte dello Stivale, ha un’eco la storia dell’eroina versiliese che riuscì a salvare il figlio dalla furia nazista nascondendolo in una nicchia, e lanciando – per prendere tempo – uno zoccolo (l’unica arma che avesse a disposizione), contro i suoi carnefici; l’immagine di Jenny a terra, che “brandisce” la scarpa di legno, diventerà un’icona: “La Domenica degli italiani” le dedicherà la prima pagina del 9 dicembre 1945.
È toccante la motivazione con cui gli studenti pugliesi hanno richiesto al sindaco di Alliste l’intitolazione del piazzale: «Jenny è il simbolo del diritto alla vita di ogni bambino del mondo, sancito dall’articolo 6 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia – spiega Roberto Molentino, tra gli insegnanti che hanno accompagnato i ragazzi leccesi in Versilia – mentre Mario rappresenta il loro diritto al gioco, a sorridere alla vita».
Dell’immane tragedia di Sant’Anna, i ragazzi hanno salvato – come incidendo il ramo di una pianta malata per salvarne una gemma – la storia di Mario. Hanno studiato nel dettaglio come Jenny (o forse bisognerebbe scrivere Genny, persino suo figlio si chiede quale sia la giusta versione) sia riuscita a salvare Mario: Giulia Liviello e Fabio Renna della IIIA ce la raccontano tutta d’un fiato. Mario Marsili è commosso: «Mi ha colpito un’allieva che s’è fatta avanti per dire qualcosa e poi si è messa a piangere. Ha detto: “mi hanno commosso gli occhi di Mario”. È stato un’incontro veramente bello».
I ragazzi sono ripartiti alla volta della Puglia con tre doni: «Gli ho dato una foto piccola con cui sono con mia mamma – dettaglia Marsili – e la foto grande della Domenica degli italiani”. A loro ho consegnato anche la mia dichiarazione al processo del tribunale militare di La Spezia, dove io, dato che nel ’42 ero un bambino, non ho potuto far altro che raccontare solo la mia personale vicenda, che ho sempre in visione .. ogni volta che se ne parla» nonostante siano passati 69 anni.
Giovanna Mezzana
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