La protesta
Strage di Viareggio: udienza preliminare rinviata al 2 aprile
La decisione per dare il tempo ai difensori degli imputati di presentare le eccezioni in merito alle costituzioni di parte civile. In apertura c'era stata la protesta dei familiari delle vittime per l'assenza di rappresentanti del Comune in aula
VIAREGGIO - E' stata rinviata al 2 aprile l'udienza preliminare per la strage del 29 giugno 2009 a Viareggio, costata la vita a 32 persone, apertasi questa mattina (lunedì) nel polo fieristico di Lucca. La decsione del Gup Alessandro Del Torrione è arrivata intorno alle 15 per dare il tempo ai giudici di esaminare le eccezioni presentate alla richiesta di costituzione di parte civile avanzata da un centinaio fra familiari delle vittime ed enti. Fra questi anche la Presidenza del Consiglio dei ministri, la Regione Toscana, la Provincia di Lucca e il Comune di Viareggio, oltre ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di diverse regioni e alla Cgil nella persona del segretario Susanna Camusso. In aula non era presente alcun imputato. In programma sono fissate udienze per il 2,3 e 4 aprile.
LA CRONACA DELLA GIORNATA
L’ultima volta era stato il novembre 2001: è passato oltre un anno e l’aula del Polo fieristico di Lucca che allora vide l’incidente probatorio per il disastro ferroviario del 29 giungo 2009 da oggi accoglie l’udienza preliminare. Là dove nel 2011 fu seduto il giudice per le indagini preliminari (Gip), Simone Silvestri, a condurre gli appuntamenti già fissati in un fitto calendario sarà oggi il giudice per l’udienza preliminare (Gup) Alessandro Dal Torrione. In aula i familiari delle trentadue vittime della strage, i feriti che ancora lottano con le conseguenze delle ustioni, coloro che avendo avuto danni non hanno accettato i risarcimenti delle assicurazioni. Tra le questioni sul tavolo del Gup questa sarà una delle principali: accettare o meno le costituzioni di parte civile che “catapultano” nel cuore del procedimento familiari e danneggiati.
C'è lunga attesa al Polo fieristico di Lucca dove sono in corso gli adempimenti tecnici per l'udienza preliminare del procedimento giudiziario relativo al disastro ferroviario di quattro anni fa a Viareggio. Intanto i familiari delle vittime si dicono "profondamente amareggiati, delusi, addolorati" per l'assenza dei rappresentanti istituzionali di Comune e Regione. Il commissario prefettizio Domenico Mannino ha inviato a Daniela Rombi, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime, una e-mail per spiegare l'assenza motivata con il rispetto dovuto alla corte. "Io capisco il rispetto della corte - ha sottolineato Rombi - ma ci siamo anche noi". Da parte sua il commissario prefettizio Domenico Mannino ha tenuto a precisare che" ill gonfalone del Comune al processo non è un atto istituzionale. La tragedia che la città ha avuto non può essere portata nelle aule di un tribunale".
Le prime giornate di udienza non entreranno nel vivo delle tante questioni tecniche che l’incidente probatorio ha esaminato. Verifica delle notifiche, costituzioni delle parti civili, deposito di tutto quanto i legali - dall’uno e dall’altro lato - riterranno opportuno. Una serie di questioni procedurali, dunque, codice alla mano, essenziali per assicurare che da qui all’ultimo grado di giudizio non si rivelino intoppi non intercettati che possano procurare il colpo di scena di un annullamento che fa ricominciare tutto da capo. Familiari delle vittime e Assemblea 29 giugno, sempre al loro fianco, hanno portato al Polo fieristico le foto dei propri cari e gli striscioni che tutta Italia ha imparato a conoscere in questi quatto, lunghissimi anni.
PM: PER CONSULENTE SQUARCIO DOVUTO A PICCHETTO
"Una seconda consulenza del professor Paolo Toni ha ribadito punto su punto» che fu un picchetto a provocare lo squarcio nella cisterna da cui, il 29 giugno del 2009, fuoriuscì il gas che esplodendo uccise 32 persone. Lo ha ricordato il procuratore di Lucca Aldo Cicala, parlando con i giornalisti durante una pausa dell'udienza preliminare in corso a Lucca. Proprio sulla causa dello squarcio si concentra una parte della battaglia legale fra accusa e difesa. Secondo i consulenti di Ferrovie dello Stato, a provocarlo fu la 'deviata zampa di lepre', un elemento indispensabile dello scambio. Per i periti
dell'accusa, invece, fu un picchetto (serve ad indicare le curve) la cui pericolosità - sostengono i pm - venne sottovalutata dalle Ferrovie. Una terza perizia, chiesta dal gip durante l'incidente probatorio, ha sposato sostanzialmente la tesi dei periti di Fs. Proprio rispondendo ad una domanda su quest'ultima relazione, Cicala ha ricordato la nuova e successiva consulenza svolta dal professor Toni per la procura, secondo cui la "'responsabilità" è del picchetto.
ECCEZIONI
Trenitalia, Fs logistica, Cima riparazioni e Rete ferroviaria italiana tramite i propri legali hanno eccepito, a udienza preliminare entrata nel vivo, di non aver ricevuto le notifiche del 415bis inviate via posta elettronica dalai Procura il 28 giugno 2012. L'ultima parola in merito alle eccezioni spetta al giudice Alessandro Dal Torrione.L'udienza preliminare va avanti: il giudice ha deciso per lo stralcio di Trenitalia, Fs logistica, Rfi e Cima riparazioni. Per loro l'udienza si riaprirà a notifiche nuovamente recapitate dalla Procura di Lucca. La seconda parte di udienza è dedicata alle costituzioni di parte civile
I COMMENTI DELLE PARTI
Nonostante il difetto di notifica dell'avviso chiusura indagini ad alcuni imputati all'udienza preliminare per la strage di Viareggio «i tempi non si allungheranno: sostanzialmente non cambia nulla». Lo ha detto
il procuratore di Lucca Aldo Cicala commentando l'esito dell'udienza preliminare di oggi. Il gup ha aggiornato l'udienza al 2 aprile quando dovrà decidere sull'accoglimento delle richieste di costituzione di parte civile. Durante l'udienza di stamani le posizioni di quattro società - Rfi, Trenitalia, Fs Logistica e Cima - e di un imputato sono state stralciate per un difetto di notifica: saranno riunificate probabilmente a quelle degli altri imputati all'udienza del 22 maggio già in calendario da tempo. Il procuratore Cicala ha spiegato di avere inviato le notifiche degli avvisi di chiusura indagine attraverso la posta elettronica certificata. Alcuni difensori, però, non l'avevano «nonostante fossero obbligati», ha detto Cicala, per cui hanno fornito alla Procura un semplice indirizzo di posta elettronica. «Oggi - ha spiegato Cicala - hanno detto di non aver ricevuto quelle mail», da qua la contestazione del difetto di notifica accolta dal giudice. Per la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime, Daniela Rombi, l'udienza di stamani «è andata bene. Siamo contenti, l'importante era iniziare ed andare avanti». Meno soddisfatto un altro parente delle vittime, Carlo Berretti: «Sono molto arrabbiato, possibile che nel 2013 ci siaffidi ancora ad un sistema di posta elettronica senza messaggio
di ritorno?», ha detto commentando i difetti di notifica. «La mail era stata mandata - ha continuato - ma questo è il loro gioco».
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