Il Tirreno

Versilia

Più di 50 ettari di terreni espropriabili dal Comune

di Luca Basile
Più di 50 ettari di terreni espropriabili dal Comune

Molte famiglie e società non sanno che il nuovo regolamento urbanistico riguarda anche loro proprietà. Tra le aree interessate una parte della Canniccia

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PIETRASANTA. Cinquantatrè ettari di terreni privati espropriabili nei prossimi cinque anni. Il nuovo regolamento urbanistico, adottato nelle scorse settimane, nel ridisegnare il territorio pietrasantino, mette nel mirino oltre mille “particelle” da riutilizzare ad uso pubblico. In poche parole centinaia, fra cittadini e società di vario genere, una volta approvato il regolamento in questione - con via libera definitivo previsto per il mese di settembre - si potrebbero vedere recapitare dal Comune una missiva contenente la notizia dell'esproprio.

E perché mai l’amministrazione comunale dovrebbe mettere mano al già scarno portafoglio di palazzo per acquisire porzioni di terreni sparsi fra Marina, entroterra e collina? Semplicemente per realizzare strade, parcheggi, vasche di esondazione, giardini, parchi attrezzati, ciclopiste e molto altro ancora.

Il problema è che molti, fra i diretti interessati, ancora oggi non sono a conoscenza della modifica legata all'esproprio: la norma di riferimento però, a tale proposito, parla chiaro: una volta adottato il regolamento, sul sito del Comune si pubblicizza l'elenco delle aree, gli accatastamenti, le metrature e quant'altro. Sta poi al cittadino informarsi.

«La presente comunicazione - scrive l’amministrazione municipale - sostituisce a tutti gli effetti, avendone titolo, la comunicazione personale agli interessati, poiché nella fattispecie il numero dei destinatari della procedura è superiore a cinquantta» spiega la nota sempre online.

Ad ogni modo, a parte i dati presenti sul sito di palazzo - la cervellotica dicitura di riferimento in rete è “Individuazione catastale delle aree private destinate ad accogliere il vincolo preordinato all'esproprio e relativi proprietari”- per saperne di più basta rivolgersi all'ufficio pianificazione o ancora ai settori preposti dell'urbanistica. Cittadino, o società che sia, che ha comunque tempo fino al prossimo 20 maggio per presentare le osservazioni del caso ed ovviamente obiettare alla destinazione data dagli amministratori.

Nota a margine, ma non troppo: fra le “particelle” espropriabili, tanto per fare un esempio, c'è anche una parte di terreno che ricade nella proprietà dell'ex discoteca La Canniccia. La destinazione anche in questo caso è di attrezzatura pubblica: in linea, si potrebbe pensare, con il progetto di un acqua-parco, che è già stato ipotizzato in quella stessa sede.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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