Il Tirreno

Versilia

I ristoranti contro i balneari: mai più la nostra solidarietà

La categoria minacciata dalla concorrenza minaccia di non sostenere la battaglia per le aste pubbliche

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PIETRASANTA. Freme il “fronte dei ristoratori”. La missiva del presidente dei balneari, Massimo Ronzi («il settanta per cento degli stabilimenti di Marina è in regola con le norme previste e può proporsi la prossima estate, a clienti e non clienti, come un vero e proprio ristorante») è andata di traverso a chi, con pranzi e cene ci campa tutto l'anno. Dopo il j'accuse dell'ex presidente del Consorzio dei ristoratori versiliesi, Amelio Fantoni («non basta avere le cucine a norma per fare bene questo mestiere, servono anche cuochi e personale di sala - aveva detto - e non limitarsi a fare “spadellare” a moglie, sorelle o giovani appena usciti dai corsi”), alza infatti la voce contro Ronzi&co anche Settimo Giusti, referente di un locale storico come il bar Margherita di Tonfano e ancora di altre attività di ristoro.

«Mettiamola così - dice Giusti - se Ronzi parla a titolo personale, allora va bene e non ho niente da obiettare, visto che è un suo diritto. Ma se la sua è la presa di posizione del presidente dei balneari, la questione cambia. Posso sicuramente dire che fra i titolari di ristoranti dell'entroterra e non soltanto dell'entroterra, la rabbia è forte: ma come, in un momento così difficile, dove la crisi è evidente, il calo delle presenze quasi fisiologico, gli stabilimenti balneari si mettono a fare la guerra ai ristoratori per accaparrarsi qualche cliente in più a fine giornata? E si ha poi il coraggio di parlare di “comunione di intenti” di “politica turistica collegiale”? Gli stabilimenti balneari non sono dei ristoranti e se si propongono come tali allora è chiaro ed evidente che l'equilibrio, già precario, del modello Versilia rischia di saltare».

Ma Giusti va oltre arrivando ad ipotizzare scenari di rinnovate contrapposizioni fra le diverse categorie. «I balneari hanno problemi ben più seri di preparare la cena a qualche cliente: mi riferisco, ovviamente, alle aste pubbliche. È inutile che ci vengano poi a chiedere appoggio e solidarietà per una controversia così delicata per il futuro della nostra economia e al tempo stesso si propongono come concorrenti pronti a portarti via clienti e lavoro. Da parte nostra, se il nuovo scenario è quello descritto da Ronzi, troverà quindi soltanto chiusure: la solidarietà vadano a cercarsela altrove. Anche se, in tutta sincerità - conclude Settimo Giusti - parlando con alcuni concessionari, mi è sembrato di capire che la priorità degli stabilimenti balneari di Marina era e resta l'attività su spiaggia e non certo mettersi a fare i ristoratori in pianta stabile».

Luca Basile

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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