Gioco
I passi dei ragazzi tra memoria e voglia di legalità
Corteo in città organizzato dall’associazione Libera Ricordati Matteo Valenti e le 32 vittime della strage
VIAREGGIO. Dovevano essere cento passi, in ricordo di Peppino Impastato e del suo sacrificio contro la mafia. Ma sono stati molti di più, e non solo fisicamente. Tanti studenti, giovani e giovanissimi, hanno partecipato al primo corteo per la legalità organizzato dall’associazione Libera a Viareggio. Un appuntamento che ha onorato la giornata istituita come memoria per le vittime di mafia. Ma che è diventato, allo stesso tempo, un momento di unione tra chi crede in un Paese dove si rispettano le regole, e chi ha perso i suoi cari in tragedie enormi.
Il percorso è partito, infatti, dalla cisterna della strage del 29 giugno, al sottopasso della Migliarina. Qui, parlando di sicurezza sul lavoro, è stata raccontata la storia di Matteo Valenti. Un ragazzo che aveva appena cominciato a lavorare, alla Mobiliol, e che sul posto di lavoro morì per un incendio. E di fronte alla cisterna, è stato inevitabile pensare ai 32 morti del disastro ferroviario più grave di sempre. Non a caso, hanno guidato il corteo stando fianco a fianco Gloria Puccetti (madre di Matteo) e Daniela Rombi (madre di Emanuela Menichetti, una delle 32 vittime del 2009). Come sempre, al loro fianco Riccardo Antonini, dipendente di Fs licenziato e che sta facendo una battaglia legale per essere reintegrato.
Il percorso ha poi fatto tappa in pineta di Ponente, dove è stato reso omaggio al prete operaio don Beppe Socci, che a Viareggio ha speso la vita per i più deboli assieme a don Sirio Politi, e a don Pino Puglisi, eroe anticamorra assassinato dai killer, autore della frase-manifesto «Per amore del mio popolo non tacerò». Nel polmone verde della città è stata anche depositata una pietra a testimonianza di quanto accaduto ieri, perché sia di buon esempio per il futuro.
Infine, il corteo formato dai ragazzi è arrivato nella zona del Mercato - a simboleggiare le protezione necessaria per chi subisce il ricatto mafioso - e poi in piazza Mazzini, dove sono stati scanditi i nomi delle 900 vittime riconosciute della criminalità organizzata.
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