Il Tirreno

Versilia

Rifiuti, il rebus della tariffa

di Donatella Francesconi
Rifiuti, il rebus della tariffa

Incontro in Prefettura venerdì prossimo. La Cgil: i sindaci portino i conti. Presidio dei Cobas

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VIAREGGIO. «Un pezzo dell’accordo che andremo a discutere in Prefettura il 29 marzo lo devono scrivere i sindaci». Michele Massari, Cgil-Funzione pubblica, mette le mani avanti: «Il 29 io voglio fare l’accordo. Altrimenti non ci resta che la strada della denuncia alla Procura della Repubblica». Non filerà tutto liscio, dunque, in vista dell’appuntamento al tavolo del Prefetto, Giovanna Cagliostro, dove siederanno solo i sindacati confederali e non i Cobas, sempre più presenti da settimane, nella vicenda ancora aperta della riassunzione dei dipendenti ex Veolia, oggi rimasti in trentasei. «È chiaro che i Comuni della Versilia devono fare delle azioni», continua Massari.

Ed in ballo, inquesto “fare” qualcosa, non ci sono solo i posti di lavoro. All’appuntamento in Prefettura i sindaci della Versilia, riuniti nel Comitato ambiente oggi presieduto da Umberto Buratti, primo cittadino di Forte, devono portare la tariffa di smaltimento dei rifiuti. Croce dell’intero sistema in tutta la Versilia. Per determinare la tariffa - sottolinea Massa ri - sarebbe necessario capire che cosa ne è stato del famoso “Piano Favoino”. Nel senso dello studio commissionato dalla Provincia, con grande pubblicità ai comitati ambientalisti, affinché nell’impianto di Pioppogatto il rifiuto solido urbano fosse recuperato al massimo. «Il Piano Favoino - insiste Massari - non esiste più. Vi sembra che i Comuni della Versilia ne abbiamo deliberato l’adozione?».

La risposta è negativa, e anzi «i Comuni di VIareggio e Camaiore stanno spingendo per la differenziata al 100% e all’85% rispettivamente». In questo quadro - prosegue il sindacalista - «la società “Vera” (che ha rilevato Pioppogatto e Falascaia dopo l’addio della multinazionale Veolia, ndr) si è resa disponibile ad avviare a Pioppogatto un impianto di selezione per nobilitare il materiale che arriva dal porta a porta. In questo caso si può pensare ad un’occupazione, sull’impianto, di trenta unità di qui a fine anno».

Ma non è questa l’unica incertezza in merito alla tariffa. Perché l’impianto di Pioppogatto può garantire un prezzo di 124 euro alla tonnellata solo se arrivano i rifiuti previsti da fuori Versilia. Come garantito dalla Provincia e dall’accordo che ha dato vita a “Vera”. Solo che - rende noto il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto - è “saltato” fuori che nel contratto sottoscritto dai Comuni con “Vera” le royalties da pagare (al Comune di Massarosa, sul cui territorio si trova Pioppogatto, ndr) sarebbe escluse. Con inevitabile aumento della tariffa di smaltimento e relativo dietrofront dei Comuni extra Versilia.

Se non bastasse, in questo quadro che coinvolge tutti i cittadini della Versilia alle prese con la Tia (e poi con la Tares e relativi aumenti “stellari”) e con loro i 36 dipendenti rimasti senza lavoro ci si mette anche lo scontro sindacale tra sindacati confederali (Cgil Cisl Uil) e Cobas: «In una condizione di questo tipo - ribadisce con forza Michele Massari - io non faccio perdere gli ammortizzatori sociali». Massari, a differenze di quanto chiedono i Cobas, ritiene che un accordo sull’assunzione a tempo indeterminato da parte di “Vera” metta a rischio il futuro dei 36 lavoratori a fronte di una situazione poco chiara e a un quadro che mutare da un momento all’altro. «Il 29 marzo, in Prefettura a Lucca - scrivono i lavoratori aderenti al Cobas - tutte le parti in causa sono chiamate a siglare un nuovo accordo per ridarci quello che ci è stato sottratto: il lavoro insieme alla nostra dignità. Noi non saremo presenti al tavolo istituzionale perchè non ce lo permettono. Ma saremo fuori dalla Prefettura insieme a tutte le persone che vorranno sostenere le nostre istanze».

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