Sicurezza
Comune sotto accusa «L’albero era un pericolo»
La perizia disposta dalla procura sul pioppo che crollò uccidendo un ciclista aggrava la posizione dei sei funzionari indagati per omicidio colposo
VIAREGGIO. «Quell’albero era sofferente, la situazione andava monitorata con attenzione». Nuovo capitolo nell’inchiesta per la morte di Bernardo Piccinelli, il pensionato che nell’ ottobre 2012 fu ucciso dalla caduta di un albero mentre passeggiava in bicicletta lungo la pista ciclabile di via Zara in una giornata senza vento. Per la vicenda sono già indagate sei persone con accuse che vanno da omicidio colposo a lesioni colpose.
Nei giorni scorsi la procura - il pm che si occupa del caso è la dottoressa Elena Leone - ha ricevuto la perizia di parte commissionata a un professionista lombardo.
Nel documento - già inviato alle difese degli indagati - si mette in evidenza che il pioppo poi caduto era in cattive condizioni e che la situazione avrebbe dovuto essere monitorata con attenzione dal comune.
In particolare la perizia in mano alla procura rileva che la stabilità della pianta era a rischio perché l’albero si trovava a ridosso della pista ciclabile (la cui costruzione, secondo l’agronomo, potrebbe aver “aggravato” la situazione) e vicino a un fosso con acqua stagnante che potrebbe aver fatto marcire la base del tronco.
Al momento nel registro degli indagati ci sono sei persone. Nell'elenco - che potrebbe mutare nel corso delle indagini (con le varie posizioni che potrebbero attenuarsi o mutare) - ci sono il dirigente del Verde Pubblico Riccardo Raffaelli e il suo predecessore Franco Maria Allegretti (attualmente dirigente del settore Qualità della Vita). Poi ci sono altri quattro funzionari Simona Salvetti, Marta Gentili, Luigi Gazzentini e Giovanni Mugnani.
Ora la palla passa gli avvocati (tra questi ci sono Enrico Marzaduri, Ezio Menzione e Emilio Soppelsa) che dovranno preparare le loro controperizie.
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