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Strage, i familiari alle istituzioni: abbiamo ancora bisogno di voi
Lunedì l’udienza preliminare. L’appello di Daniela Rombi agli enti e ai sindaci della Versilia Regione, Provincia e Comune si costituiranno parte civile al fianco di chi ha perso i propri cari
VIAREGGIO. Quarantacinque mesi. Da quella maledetta notte del 29 giungo 2009. Già. Perché chi ha perso persone care, sangue del proprio sangue, nell’incendio, sotto le macerie, nel letto d’ospedale sedati per le ustioni, conta il tempo in giorni, settimane, mesi appunto. Lunedì inizia, dopo quasi quattro anni, l’udienza preliminare relativa al procedimento giudiziario per la strage ferroviaria di Viareggio. In aula il giudice Alessandro Dal Torrione, gli avvocati difensori dei 32 imputati, compresi i vertici di Ferrovie, gli imputati stessi (salvo legittimo impedimento o scelta di essere contumaci), le parti lese (poi parti civili), i loro avvocati.
E le istituzioni che Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per riunire i familiari delle 32 vittime della strage, chiama ancora una volta a a raccolta. «Questi 45 mesi sono stati lunghi e dolorosi, sono accadute tantissime cose - scrive Rombi a Regione, Provincia, Comune e a tutti i sindaci della Versilia -: ma se ci pensate bene, non è ancora niente, tutto deve ancora succedere. Da quel giorno in poi comincerà un periodo, se possibile, ancora più faticoso, più doloroso e più lungo. Credo che dovremo affrontare sofferenze ancora più pesanti, anche perchè dovremo rivivere in continuazione, per anni, momento per momento, la fine del nostro mondo, della nostra vita. Ma durante questi 45 mesi voi ci siete stati, in modi diversi, ma ci siete stati, sempre. E questo ci ha dato forza e coraggio, ci siamo sentiti appoggiati e ascoltati, di questo avevamo bisogno. Anche ora, anche lunedì prossimo abbiamo bisogno fisicamente di voi. Abbiamo bisogno che siate là, davanti a quel cancello con le vostre fasce, con i vostri labari, con i vostri rappresentanti per darci forza e coraggio, per non lasciarci soli di fronte a chi vorrebbe cancellare anche noi a suon di centinaia di migliaia di euro. Abbiamo bisogno che continuiate ad accompagnarci in questo nostro cammino, un cammino verso la verità, la giustizia e la sicurezza. Siamo certi che ci sarete, ci siete sempre stati... Vi aspettiamo!».
È inevitabilmente un procedimento giudiziario carico di dolore, quello per la strage del 29 giugno 2009, in tutte le fasi che il codice prevede. Il dolore dei morti, dei feriti, dei vivi impegnati da quattro anni nella battaglia perché un disastro simile non si ripeta mai più. Ma anche il dolore per un incidente probatorio che - è bene ricordarlo - nel novembre del 2001 si è chiuso con un’altra ferita sulla pelle viva: la perizia dei periti del Gip Silvestri per la quale la Procura (l’accusa) ha chiesto, senza ottenerla, la nullità. Su queste perizia, secondo la quale a squarciare la cisterna fu un pezzo dello scambio come sostengono Ferrovie, pende oggi la denuncia di un gruppo di familiari e dei loro avvocati. Era più di un anno fa, ma è come se fosse ieri. Perché questa ferita è viva e sanguina sul tavolo del giudice per l’udienza preliminare.
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