La protesta
Spaccio, degrado, rifiuti: buona pineta a tutti
Primo giorno di primavera nel parco cittadino tra alberi e rami caduti, fossi strapieni e sporchi, il solito mercato della droga a cielo aperto
VIAREGGIO. I due personaggi che attraversano la pineta da via Fratti (altezza supermercato Conad) diretti verso il bocciodromo non sono ragazzini e neppure anziani pronti per la solita partita a carte. Entrambi sui quarant’anni, il loro ingresso è “salutato” dall’apparizione di due giovanissimi stranieri in sella ad un’unica bicicletta. I ragazzi sembrano girovagare a caso. I due uomini attraversano a passo svelto la pineta, in mano hanno una banconota pronta. I giovanissimi stranieri si addentrano nell’area del bocciodromo, si appartano sul lato esterno, protetti dalla siepe. Raggiunti dai clienti, lo scambio è una stretta di mano. Mancano dieci minuti alle 15, primo giorni di primavera. La pineta di Ponente è attraversata da ragazzini, sportivi, anziani spinti nel verde dal primo tepore, dopo i giorni di pioggia. La compravendita si svolge indisturbata sotto gli occhi di tuti. Ad un passo dal parco giochi recintato. «È così tutto il giorno, un po’ da questo lato, un po’ dalla parte del tennis», ci racconta un frequentatore della pineta che assiste con il cronista allo scambio. Ed infatti c’è un bel via vai anche ad un passo dalla sede Auser, lato via Buonarroti.
D’altra parte è difficile credere che questo spazio verde tra Città Giardino e centro città sia un parco cittadino. «Ieri - racconta il titolare di un chiosco - il viale Capponi era un tappeto di rami caduti. Li hanno raccolti e ammucchiati i cittadini che passavano». Poco più avanti, lungo il viale tra un contenitore per i rifiuti e l’altro, ci sono ancora alcuni mucchi di rami. Da vicino alle attrazioni per i bambini, all’inizio del viale lato via Vespucci, arriva inconfondibile il rumore della sega. Si stanno tagliando i rami di un pino: vengono via come niente, basta un tocco...Tutto intorno ci sono cumuli di grossi tronchi, rami e fronte che attendono di essere portati via. Ma anche alberi caduti, ancora in mezzo ai viali del parco per tutta la loro lunghezza, come segnalato dai cittadini nei giorni scorsi.
I bagni pubblici di viale Capponi sono ancora chiusi, con lo stesso cartello dello scorso anno. I fossi sono sporchi (plastiche, bottiglie, tante lattine) ed oggi anche colmi perché ha piovuto tanto. In questi giorni, inoltre, il terreno non ha retto l’urto della pioggia ed in alcuni tratti era impossibile passare a causa dell’acqua alta.
Acqua ed erba, più o meno la stessa altezza. Anno dopo anno Viareggio regala sempre certezze inossidabili: con il primo giorno di primavera esplode la questione dell’erba alta, con il primo d’estate quello dell’erba ormai gialla. Chiunque governi la città.
Va detto che, forse causa inverno rigido, il parco è più pulito. Niente cestini ripieni come nei primi anni di amministrazione Lunardini. Evidentemente si è riuscito ad individuare almeno il soggetto al quale compete la pulizia. Quello che non è cambiato è lo stato dei contenitori dei rifiuti: quelli in legno avrebbero bisogno di manutenzione, così come buona parte della recinzione bassa, in legno, esterna al parco.
Se va meglio sul fronte spazzatura, restano le siringhe: fotografate ieri ad un passo dai giochi che presto si riempiranno di bambini, complici le nuove attrazioni ed il gran lavoro dei concessionari per offrire divertimento anche in tempi di crisi.
Da non dimenticare la questione mezzi a motore che attarversano viale Capponi, vietato: ieri pomeriggio era un gran bel passare e ripassare...
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