Il Tirreno

Versilia

Mercato nel fango, gli ambulanti storici: «Noi rimaniamo qua»

di Franco A. Calotti

I venditori sostengono che lo spostamento dei banchi dalla pinetina di piazza Marconi non è una buona soluzione

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FORTE DEI MARMI. «Fra due mali, bisogna scegliere quello minore: l’eventualità nei casi di maltempo di dover rinunciare a esporre i nostri banchi nella pinetina di piazza Marconi è preferibile a una diversa collocazione». Lelio Lorenzoni, Fabrizia Cassinoni e Antonella Biagi, storici ambulanti del mercatino forse più celebrato d’Italia, non hanno dubbi e da fortemarmini doc contestano il collega Giorgio Baldi, che una settimana fa si era appellato al Comune perché trovasse una soluzione ai disagi che ci sono nella zona centrale del mercato ogni volta che arriva la pioggia.

«Di questi problemi ne parlavamo già vent’anni fa – continua Lorenzoni – ma le soluzioni alternative che vennero sperimentate, da via Carducci a viale Morin, non furono affatto soddisfacenti». «E a riprova, qualche tempo fa – continuano i tre ambulanti – facemmo anche un sondaggio tra gli allora 54 colleghi che espongono le loro merci dentro la pinetina: 45 ci dissero che desideravano restare dov’erano, nonostante tutto. Meglio perdere alcuni mercati all’anno per la fanghiglia e l’inaccessibilità della pineta che avere soluzioni pasticciate». «Una miglior cura del terreno sarebbe auspicabile – prosegue Lorenzoni - e bisognerebbe che il Comune stabilizzasse meglio il terreno, con altra terra e ghiaia, e una volta fatto questo noi ambulanti saremmo anche disponibili ad acquistare dei tappeti verdi che potremmo stendere al mattino nella zona di transito della clientela, rimuovendoli poi con la chiusura del mercato. Del resto già in estate noi stessi paghiamo una persona che ci innaffia il terreno prima di montare i banchetti proprio per limitare il polverone estivo».

Dunque di abbandonare la pineta proprio non se ne parla.. «Assolutamente no - confermano all’unisono Lorenzoni, Cassinoni e Biagi - anche perché in estate con l’anello asfaltato a più di 35 gradi siamo noi ad essere i favoriti e tanta gente dopo le 11 si rifugia proprio tra i nostri banchetti». «Parliamoci chiaro il segreto di questo mercatino - continua Lorenzoni - è che in 450 metri ci stanno duecentodieci banchi, di cui 55 in pineta, e questo è un caso unico che se snaturato, distruggerebbe un evento che tanti ci invidiano».

Ma alllora perché alcuni vorrebbero spostarsi? «Noi siamo “vecchi del mercato” e comprendiamo che ci siano dei colleghi subentrati in tempi più recenti, e che non hanno ben presente cosa voglia dire porre i banchi fuori dalla pineta. Ma le cose stanno come diciamo noi. E per evitare il peggioramento della pinetina si può fare qualcosa: come vietare ai vari ambulanti di transitarvi con i camioncini per raggiungere le varie parti dell’anello; è una brutta abitudine che crea tanti problemi e il Comune su questo dovrebbe intervenire, così come sarebbe opportuno che ci desse via libera a una vecchia richiesta: quella di porre a nostre spese all’ingresso del mercato una cartellone con l’ubicazione dei vari banchi».

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