Attenzione
Viaggio nella terra che dice no alla mafia
Il diario dell’esperienza vissuta dagli studenti di Pontestazzemese nel cuore della Sicilia
STAZZEMA. Forse si sentono un po' diversi rispetto a come erano il 10 marzo, il giorno prima di partire per il viaggio in Sicilia. Forse si sentono cresciuti. C'è chi dice che dopo un viaggio in Sicilia - nella Sicilia che non abbassa lo sguardo e non volta le spalle, ma che, anzi, grida no - non si è più quelli di prima. Si è migliori, forse. Sicuramente si sa un po' di più da dove si viene e cosa si vuole. E questo è molto, moltissimo per degli studenti di terza media. Loro - i ragazzi delle classi terze dell'istituto comprensivo "Martiri di Sant'anna di Stazzema" di Pontestazzemese - ci sono stati. Rientrati da poco, ci hanno inviato il loro Diario di viaggio. Eccolo.
*Pisa, Aeroporto, 11 marzo. I ragazzi delle classi 3ª A e 3ª B dell’istituto “Martiri di Sant’Anna di Stazzema” partono per la Sicilia! Stiamo per fare una gita davvero speciale. Ci aspetta un bellissimo percorso di 4 giorni alla scoperta dell’isola e dei suoi tesori artistici, ma incontreremo anche tante persone che ci parleranno di lotta alla mafia e capiremo meglio che cosa vuol dire vivere nella legalità. A guidarci saranno i ragazzi dell’associazione Addiopizzo.
*Capaci (Palermo), 11 marzo. Dario, cittadino di Capaci e attivista di Addiopizzo, ci spiega l’organizzazione della strage in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani.
*Capaci, 11 marzo. Il monumento della strage di Capaci: anche qui incuria e illegalità resistono e non hanno rispetto nemmeno per la memoria. Dario ci spiega che i siciliani non amano questo monumento, che a malapena si vede viaggiando sull’autostrada: “Qui le autorità vengono a deporre corone di fiori, quasi per sentirsi a posto con la coscienza – ci racconta - e poi vanno via”.
*Capaci, 11 marzo. Le vittime della strage del 23 maggio 1992. Questi nomi non li scorderemo mai!
*Capaci, 11 marzo. Verso la casina “No mafia”, una piccola costruzione che domina la collina sopra Capaci. Qui gli uomini della mafia hanno schiacciato il pulsante che ha innescato l’esplosione assassina. Questa piccola costruzione ricorda a chi arriva in Sicilia che questa terra la mafia non la vuole. La strada sulla quale ci si deve incamminare per raggiungerla ha anche valore simbolico: è faticosa e in salita perché il cammino verso la legalità può non essere facile da percorrere.
*Capaci, 11 marzo. Tutti insieme gridiamo “No mafia!”
*Cinisi, 11 marzo. Stiamo percorrendo i cento passi che separano la casa di Peppino Impastato da quella del boss Gaetano Badalamenti. Peppino lo abbiamo conosciuto bene a scuola, attraverso film e documenti: la sua storia di coraggio ci invita a proseguire sulla strada della legalità.
*Cinisi, 11 marzo. Ci vuole tanto coraggio per attaccare questo adesivo alla vetrina del proprio negozio: chi lo fa ha deciso di non pagare il pizzo e ribellarsi alla mafia. Noi abbiamo contribuito ad alimentare l’economia giusta del territorio: abbiamo soggiornato e fatto i nostri acquisti in ristoranti e negozi che non pagano il pizzo. A volte i piccoli gesti possono cambiare la realtà...
*Palermo, Piazza della Memoria, 12 marzo. Ci siamo fermati per riflettere sul coraggio di tanti magistrati che hanno combattuto la mafia. I loro nomi non saranno mai cancellati.
*Palermo, Via Castrofilippo, 12 marzo. Qui c’era la casa dove è nato Falcone. Abbiamo riflettuto sulle scelte della vita: partendo dallo stesso quartiere, dalle stesse strade, qualcuno si incammina verso la strada della giustizia qualcuno no.
*Caccamo, 13 marzo 2013: ci prepariamo a incontrare Nicoletta Scimeca, giovane imprenditrice che si è ribellata al pagamento del pizzo e ha denunciato i suoi estorsori. Sarà un incontro importante.
*Caccamo (Palermo). Nicoletta Scimeca ci ha raccontato quanto fosse difficile vivere qui dopo aver denunciato i suoi estorsori. Le sue parole non le dimenticheremo mai. Ce ne andiamo dalla Sicilia portando il ricordo delle storie che abbiamo sentito: storie di coraggio e ribellione, storie di gente comune che prova a cambiare il mondo. Adesso tocca a noi fare la nostra parte!
*Palermo, via D’Amelio. Siamo arrivati alla fine del nostro viaggio. Davanti all’albero dedicato a Borsellino, nella strada dove la mafia lo ha ucciso insieme agli agenti della scorta, siamo diventati membri della comunità di Addiopizzo. Con i piccoli gesti ci impegniamo a favore della legalità.
Ecco gli studenti: Simone Angeloni, Gabriele Barsanti, Aurora Bartolucci, Matteo Bianchini, Arianna D’Angiolo, Jessica Federigi, Erika Fruzzetti, Emanuele Landi, Ilaria Landi, Manuel Landi, Nicolas Landi, Sofia Lucchi, Paola Diana Marcu Sandu, Alice Martorana, Mirco Pierotti, Elisa Poli, Lorenzo Mergim Sylaj, Mirco Tardelli, Alessia Verona, Benedetta Verona, Damiano Verona.
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