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L’allarme dei Cobas: occupazione a rischio

VIAREGGIO. Incontro Cobas-Ato sul fronte rifiuti, e l’Ambito territoriale - si legge in una nota del sindacato autonomo - «conferma numerose difficoltà nel territorio di Lucca, dove le azienda...

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VIAREGGIO. Incontro Cobas-Ato sul fronte rifiuti, e l’Ambito territoriale - si legge in una nota del sindacato autonomo - «conferma numerose difficoltà nel territorio di Lucca, dove le azienda operanti nella provincia pare vogliano intraprendere strade senza coinvolgere Ato Toscana, dimenticando che in più occasioni è stato da loro chiesto, e ottenuto, il finanzimento di Ato e della Regione». Non solo: «È in ritardo di mesi la definizione del piano interprovinciale, senza il quale non sarà possibile costruire la necessaria procedura di affidamento del servizio. Se la Provincia non fa il Piano c'è il rischio che lo faccia la Regione con una specie di commissariamento». Gli impianti di incenerimento - ricordano Davide Banti, Alessio Cerisoli e Maurizio Antoni - e, qualora la Provincia non rediga il Piano provinciale, sarà incluso sicuramente anche l'impianto di Falascaia con probabile riaccensione». Ato, inoltre, «conferma le proprie perplessità rispetto alla adozione in Versilia del cosiddetto “Piano Favoino”. Riteniamo indispensabile che queste critiche siano messe per scritto e rese pubbliche».

La costituzione di un’unica azienda dei rifiuti, lancia l’allarme il Cobas, potrebbe inoltre «presentare una situazione drammatica: per esempio le aziende in subappalto potrebbero essere escluse, lasciando al nuovo gestore la possibilità di non avvalersi del personale delle cooperative. Per salvaguardare l'occupazione servono clausole sociali e l'impegno diretto di Regione, Ato e Comuni a tutela di tutta la forza lavoro attualmente in servizio in appalti e subappalti. Siamo preoccupati della concreta possibilità che ci siano numerosi esuberi tra il personale amministrativo con accentramento di uffici e funzioni che costringerebbero a trasferimenti forzosi in altre province per salvaguardare i posti di lavoro».

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