Il Tirreno

Versilia

Contratti di solidarietà anche alla Salov

di Donatella Francesconi
Contratti di solidarietà anche alla Salov

L’azienda dell’olio li applicherà da aprile. La Cgil: ci è stato presentato un piano di riposizionamento sui mercati

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VIAREGGIO. Dopo “Perini navi” tocca a “Salov”: le aziende più grandi, strutturate e che ancora hanno mercato stanno scegliendo la strada del contratto di solidarietà per fare fronte alla crisi degli ordinativi o per avere il tempo necessario a far marciare i piani di riposizionamento sul mercato. È il caso dell’azienda dell’olio di via di Montramito (proprietà Fontana), poco meno di 200 dipendenti, che in Italia e all’estero commercializza da sempre i marchi “Sagra” e “Filippo Berio”. Come nel caso di “Perini”, anche alla “Salov” il via al contratto di solidarietà è fissato per l’inizio di aprile, con durata un anno, come spiega Lino Giovannelli, segretario della Flai-Cgil. «L’azienda - continua il sindacalista - ci ha illustrato la situazione aziendale e la necessità di rafforzarsi sia sul mercato interno che su quello esterno. L’idea è quella di lavorare per rilancio e rafforzamento della produzione».

Al momento il sindacato non fornisce una cifra dei lavoratori che saranno interessati alla riduzione dell’orario di lavoro, con conseguenti integrazioni salariali da parte dello Stato. «Abbiamo attivato le procedure di legge - dichiara Giovannelli - ma per sapere il numero di lavoratori coinvolti è necessario attendere le verifiche che l’azienda farà con la Rappresentanza unitaria aziendale relativamente ai piani messi a punto. Quello che mi preme sottolineare è che con la scelta del contratto di solidarietà si è messa in sicurezza una situazione».

Il clima in azienda «è sereno»: parla così Angelo Tonacci, delegato Cgil. «Ci è stato presentato un piano serio di rilancio». Anche Tonacci non è in grado di fornire i numeri dei dipendenti interessati al contratto di solidarietà: «Dovremo valutare mese per mese con l’azienda. Vorrei sottolineare che questa scelta ci consente di mantenere l’occupazione, al contrario di quanto avviene per la cassaintegrazione che - come è noto - in questi mesi ha grandi difficoltà di pagamento».

Tra l’altro - aggiunge il delegato - «il piano prospettato dall’azienda comincia a dare qualche risultato». In particolare per quanto riguarda il mercato statunitense, al quale è rivolto storicamente in particolare il marchio “Filippo Berio”.

Oggi - si legge sul sito dell’azienda che, pur trasferita nel comune di Massarosa occupa molti viareggini ed è un pezzo della storia industriale della città dove insiste ancora il vecchio sito - Salov «confeziona ogni anno circa 130 milioni di litri fra tutte le categorie di olio alimentare. Centotrenta milioni di litri di olio di cui il 60% del segmento olio di oliva e il 40% di olio di semi. Il 70% dell’olio prodotto è confezionato con propri marchi ed il 30% con marchi privati dei principali gruppi della distribuzione nazionale e internazionale».

La sede e lo stabilimento Salov occupano una superficie di circa 330mila metri quadrati di cui 35mila destinati alla raffineria a ciclo continuo con raffinazione chimica e fisica e recupero energetico. Sei sono le linee di confezionamento multiformato per contenitori in vetro, Pet e latta con un potenziale di 200 milioni di confezioni all’anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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