Sicurezza
Frana sulla via Provinciale Sgomberate tre aziende
Evacuata anche un’abitazione. Sono ormai una trentina le persone fuori casa Il vicesindaco: «Paghiamo i mancati interventi dopo l’incendio di quattro anni fa»
CAMAIORE. Ancora frane a Camaiore, questa volta sulla via Provinciale, alle spalle dell'Incaba. Ad eccezione del negozio di giocattoli, sono state evacuate tutte le imprese della zona, oltre che una abitazione con altre quattro persone che da ieri sono senza casa. La buona notizia riguarda invece il Cecco Rivolta: martedì riapre regolarmente.
Smottamenti. La frana questa volta, anche solo ad osservarla dal basso, è impressionante. Una grossa fetta della collina, lunga circa 100 metri, è scesa di qualche centimetro. L'allarme è scatto ieri mattina. Sul posto, vigili del fuoco, protezione civile e mezza giunta di Camaiore. La prima evacuazione ha riguardato la casa che si trova a ridosso dell'Incaba. Per la loro incolumià le quattro persone che vivevano all'interno sono state fatte allontanare. Si aggiungono alle altre quasi 30 persone che, da inizio settimana, sono ospiti da parenti e amici, vista l'inagibilità delle loro case.
Famiglie senza casa. Per tre famiglie non c'è invece niente da fare, e nelle loro case non rientreranno mai: tre edifici sono da demolire. Subito dopo è scattata l'evacuazione delle aziende che si trovano sotto il livello della Provinciale: una di carpenteria, un'officina meccanica e una ditta che si occupa di attrezzatura da spiaggia. La frana che incombe sulle loro aziende obbliga all'evacuazione, per almeno 48 ore. L'Incaba invece è salva, la frana per ora non la riguarda. Rispetto agli altri giorni però, quando le frane hanno colpito due zone storicamente fragili, lo smottamento di ieri della collina ha lasciato perplessi gli esperti del settore.
I tecnici al lavoro. Lo stesso vicesindaco Marcello Pierucci, dopo un sopralluogo con il geologo Buchignani, spiega: «Si tratta anche in questo caso di un terreno privato - spiega Pierucci - ma a differenza delle altre volte si è verificato in una zona non soggetta a frane. La causa è da ricercarsi probabilmente nel grande incendio che si sviluppò qui quattro anni fa. Andarono distrutti diversi alberi, e non fu fatta mai un’adeguata manutenzione, né delle piante rimaste né per la regimazione delle acque. Paghiamo oggi l'incendio di quattro anni fa». L'ordinanza di evacuazione ieri si è unita ad un'altra ordinanza per sfrondare immediatamente gli alberi rimasti, che potrebbero aggravare lo smottamento.
Centro aggregativo. Per fortuna invece il sopralluogo al centro giovani Cecco Rivolta di via Vittorio Emanuele ha dato esito positivo. Il centro gestito dalla Crea riaprirà infatti martedì. «Dal controllo effettuato col geologo e la protezione civile - spiega il vicesindaco - sembra che il danno sia meno grave del previsto. Si è semplicemente gonfiato il pavimento: non ci sono altri danni alle strutture, alle mura, al soffitto». Il sopralluogo è stato fatto di domenica, nel tardo pomeriggio, troppo tardi per poter riaprire la struttura già oggi. Per questo stamani saranno predisposti gli atti necessari perché la struttura possa riaprire regolarmente martedì. Almeno questa è una buona notizia dopo una domenica – che a famiglie e imprenditori da un lato, e a vigili del fuoco, protezione civile e tecnici, dall’altro – ha tolto davvero il fiato.
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