Il Tirreno

Versilia

La proposta di Cima: un patto trasversale in nome della città

di Donatella Francesconi

Il professionista al fianco dell’ex sindaco Massimo Mallegni Per Viareggio 75 milioni di investimenti o sarà la fine

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VIAREGGIO. Un accordo «trasversale» per «dire no al patto di stabilità e rilanciare gli investimenti con un piano da 75 milioni». Un accordo che prevede un passo indietro dei candidati a sindaco che affolleranno la scheda elettorale delle amministrative di fine maggio. Si candida o non si candida Riccardo Cima, che con il centrosinistra qualche anno fa tentò di arrivare alla guida di Camaiore? Lui nega. E così anche Massimo Mallegni, ex sindaco di Pietrasanta, promotore di “Illuminiamo il nostro futuro”, movimento che si propone di pungolare la politica versiliese. Ieri pomeriggio al Centro congressi, presenti i candidati a sindaco Rossella Martina (lista civica) ed Eugenio Vassalle (esponente di Fli), Cima ha fatto sentire la propria voce senza giri di parole e da candidato: «Per governare un Comune, o meglio una località come la Versilia, ci vogliono idee e ci vogliono gli attributi (ma il termine utilizzato in realtà è un altro, ndr) di portarle avanti. Un sindaco con gli attributi ed un’amministrazione che decida».

Sul cosa decidere, Cima dà un’indicazione netta: «Il nuovo consiglio comunale di Viareggio deve approvare come primo atto un piano strategico di investimenti pubblici e privati. Deve all’unanimità deliberare di non rispettare il patto di stabilità sugli investimenti». Un Comune che ragioni come un’azienda - è l’idea di Cima - «riducendo le spese correnti e aumentando gli investimenti».A fonte di una «piano attestato di risanamento per i debiti passati, con un rientro del debito che avvenga tramite il contenimento della spesa corrente (individuando il livello sostenibile per il Comune), la rinegoziazione di tutti i debiti con il sistema bancario, tramite un piano di dismissione della durata di cinque anni, ricerca di nuovo linee di fido per gli investimenti con particolare attenzione all’Europa».

Perché ciò sia possibile, continua Cima, «occorre che l’amministrazione comunale riprenda il confronto con i motori dell’economia di Viareggio. Senza economia non si crea occupazione e senza occupazione i consumi ristagnano, le attività chiudono, aumenta il senso del disagio e cresce la criminalità. Lo vogliamo dare un taglio a questo corto circuito, volgiamo rilanciare gli investimenti, far ripartire l’economia e l’occupazione? Vogliamo fare un patto per lo sviluppo economico della città? Nessuno passerà mai alla storia per avere risanato i conti del Comune avendo affossato l’economia. Bisogna mettere denaro nelle tasche dei cittadini, coinvolgendo le banche che devono finanziare i progetti».

L’idea è quella di «un tavolo di lavoro» che metta insieme banche, imprenditori della nautica, mondo sportivo, mondo alberghiero, rappresentanti dei commercianti, dei balneari, dei sindacati».

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