Il dolore
Contratti di solidarietà alla Perini navi
Da aprile orario di lavoro ridotto per tutti i dipendenti e rientro in azienda per alcune delle lavorazioni esternalizzate
VIAREGGIO. Contratto di solidarietà, da aprile, alla “Perini Navi”, gruppo della nautica che dal 1983 costruisce i grandi e caratteristici velieri che hanno portato il marchio a diventare il primo nel mondo per il settore. Trent’anni di storia gloriosa, con il gruppo impegnato oggi su cinque settori di mercato: grandi navi a vela dai 40 ai 60 metri; grandi navi a vela di lunghezza superiore ai 60 metri; yacht a vela della linea Racing line; yacht a vela della linea Fast cruising; navi a motore Picchiotti della serie “Vitruvius”.
«La situazione di mercato non è favorevole», spiega Lamberto Pocai, segretario generale della Fiom-Cgil provinciale: «Così si è reso necessario perfezionare strumenti per affrontare questo momento». Il contratto di solidarietà riguarderà tutti i dipendenti (105 esclusi tre dirigenti), con la previsione di un orario ridotto fino al 60% massimo (come da legge) e uno stipendio al 90%, tra Inps, contributo dello Stato e salario a carico dell’azienda. «La riduzione dell’orario di lavoro può essere rivista - spiega Pocai - ed il contratto di solidarietà può essere sospeso se entra del lavoro». Tra gli interventi per cercare di arginare il momento “no” anche il rientro in azienda di alcune delle lavorazioni esternalizzate. Certo, ammette Pocai, «non è un bel segnale».
Dal canto suo l’azienda tiene a precisare che «questo accordo è volto al mantenimento ed alla salvaguardia del cento per cento di tutta la forza lavoro. Questa decisione, presa in totale accordo con le organizzazioni sindacali, ci permette di far fronte al particolare momento caratterizzato da un calo degli ordinativi».
Calo di ordinati e di fatturato per tutta la nautica italiana che vede in Viareggio uno dei poli principali: «I dati di Ucina (Confindustria nautica, ndr) - continua Pocai - parlano del 40% in meno. Mentre, per quanto riguarda la produzione nel settore dei mega yacht si attesta, a livello nazionale, intorno a meno 15-16%».
Di questo e altro si discuterà - annuncia il segretario provinciale della Fiom - nell’assemblea convocata per il 29 dalle 15 alle 17, con l’intento di mettere intorno al capezzale della Darsena i candidati a sindaco per le amministrative di fine maggio ed i rappresentanti locali in Parlamento.
Tra i temi che il sindaco sollecita, quello del rifinanziamento della cassa integrazione in deroga da parte del Governo: «Da gennaio questi assegni non sono stati più pagati - denuncia con forza Lamberto Pocai - e sta per scadere il trimestre con le aziende che già si presentano a sollecitare il rinnovo dell’ammortizzatore sociale. Si sono allungati inevitabilmente i tempi e la previsione è che fino a luglio/agosto i soldi non arriveranno, mentre è appena stato liquidato l’ultimo bimestre del 2012». Mentre la situazione della nautica peggiora, ed entra in crisi anche il settore dei maxy yacht, intere famiglie vivono appese alla cassa integrazione che non arriva, mentre tutti i giorni ci sono le spese quotidiane da sostenere. Con imprese come Fipa in cassa integrazione per il terzo anno consecutivo, altre che stanno per chiudere i battenti, mentre il tessuto produttivo che da sempre lavorava con la grande nautica è stato di fatto spazzato via.
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