Italia
Abusi al bagno Franco, assolto l’architetto Lera
MARINA DI PIETRASANTA. Anche il notissimo architetto fortemarmino Tiziano Lera è finito sul banco degli imputati, con l’accusa di frode e falso, per una serie di lavori al bagno Franco di Marina di...
MARINA DI PIETRASANTA. Anche il notissimo architetto fortemarmino Tiziano Lera è finito sul banco degli imputati, con l’accusa di frode e falso, per una serie di lavori al bagno Franco di Marina di Pietrasanta.
Ma per il professionista - così come per tutti gli altri imputati (tra i quali anche l’ingegner Lionello Bessi, assistito dall’avvocato Carlo Lazzarini, e i proprietari dello stabilimento) - il giudice Gerardo Boragine in tribunale a Viareggio ha deciso per l’assoluzione.
La questione è sempre la stessa che ha interessato decine di professionisti e di gestori di stabilmenti balneari negli ultimi anni: quella della facile o difficile rimozione di cabine, bar e altri locali costruiti sulla spiaggia. Non sono infatti state sufficienti le autorizzazioni concesse nel tempo da vari comuni a bloccare i controlli da parte della capitaneria di porto che - in presenza di una serie di leggi poco chiare (come riconosciuto dai tribunali e dai maggiori organi dello stato) - hanno portato al rilevamento di centinaia di abusi e a conseguenti processi penali.
Come si ricorderà, per la legge le costruzioni realizzate in aree demaniali devono essere facilmente rimovibili. Purtroppo ancora il legislatore non ha chiarito quali siano i criteri che determinino questa condizione.
E così anche il progetto architettonico realizzato da Lera è finito nel mirino della capitaneria. Il legale dell’architetto (l’avvocato Claudia Selmi) ha sostenuto che il suo assistito doveva essere escluso dal processo perché il suo progetto era un “modello” che poi è stato applicato in maniera pratica dai realizzatori. Per il giudice invece i permessi a costruire sono stati concessi in base al progetto stesso. Quindi Lera ha dovuto affrontare il processo. Per lui comunque è arrivata l’assoluzione perché non è stato riscontrato il dolo. (g.d.)
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