Gioco
Un’altra frana sulle colline Adesso la pioggia fa paura
Sassi e terra si sono riversati lungo un tratto di strada che porta a Minazzana Sotto controllo il Monte di Ripa, intanto la Provincia chiede lo stato di emergenza
SERAVEZZA. Si apre un nuovo fronte sulle colline di Seravezza: una quarta frana si è “mossa” ieri, nel tardo pomeriggio, e ha invaso metà della carreggiata della strada comunale che conduce all’abitato di Minazzana. Ci troviamo un po’ più su rispetto a via della Resistenza – che porta sul Monte di Ripa – dove tra martedì e giovedì si sono verificati tre cedimenti. Quello di Minazzana, ci assicura Alex Pardini, consigliere delegato per la protezione civile di Seravezza, «è un piccolo smottamento e già da domani (oggi,ndr) cominceremo a rimuovere i detriti».
Piuttosto è sul Monte di Ripa che gli occhi sono puntati al cielo: se non fosse per le pessime condizioni meteo previste per questo week end, le tre frane che hanno smottato la collina a monte di Seravezza provocherebbero meno ansia. La pioggia annunciata «ci mette in apprensione – spiega Pardini – Continuiamo a monitorare le frane giorno e notte e la speranza è che dal Centro funzionale regionale (che si occupa delle previsioni) non arrivi la notizia di un’allerta meteo».
Intanto, sempre ieri, il presidente della provincia di Lucca Stefano Baccelli – d’intesa con il prefetto Giovanna Cagliostro – ha deciso di richiedere alla Regione lo stato di emergenza: per gli effetti provocati sul territorio dalle piogge dei giorni scorsi.
In meno di 72 ore via della Resistenza, unica strada di accesso alla zona residenziale sopra Ripa e alla località Lavacchino (sul versante di Pietrasanta) ha ceduto tre volte: 9 le case evacuate (25 i residenti) e 13 le famiglie isolate. La protezione civile – coi suoi volontari e i tecnici del Comune – i vigili del fuoco e le ditte incaricate non si sono fermati un istante.
Salendo da Ripa per via della Resistenza, il primo franamento che si incontra è il terzo (temporalmente) che si è verificato. «Ora sembrerebbe fermo», nota Pardini. Senza dubbio è quello che desta minor preoccupazione, in quanto è “solo” un cedimento del manto stradale. Qui sono già state recimate le acque superficiali.
La seconda frana che si incontra è la prima che si è mossa ed è quella che richiederà l’intervento più oneroso. Per poter ricostruire la strada bisognerà conficcare pali fino alla roccia sottostante per sorreggere il terreno durante i lavori; saranno necessarie anche opere di bioingegneria, anche perché – “in sotterranea” – e perpendicolare a via della Resistenza, scorre un torrente, il canale del Pilli.
Procedendo ancora, il terzo dissesto è il secondo fronte apertosi: qui il manto stradale si è arricciato. Bisognerà lavorare sulla linea elettrica; la messa in sicurezza, però, è già stata fatta, in modo tale che nel caso in cui il palo crolli giù, non strappi i cavi.
La macchina della protezione civile si è messa in moto anche su altri fronti: è stata individuata un’area di sosta in via Pigone, con stalli riservati ai residenti dell’area off limits (in modo tale che via della Resistenza sia il più possibile libera); è operativo un servizio di trasporto (grazie ai volontari) che fa la spola da via Pigone sino all’imbocco della mulattiera dell’Embricione, rispolverata come viabilità alternativa in tempi record; il servizio è svolto dalle 7 alle 9 e dalle 12 alle 14, e poi dalle 17 alle 20. I volontari possono essere contattati al numero 334-32.02.584. Gli abitanti del Lavacchino hanno tutti i servizi assicurati (gas, luce ...) in quanto sulle reti è stato fatto un by pass creando un’impiantistica alternativa. Insomma, un modello di efficienza. E una risorsa per nulla scontata.
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