Sicurezza
Sos per il mercato «Rischia di affondare nella melma»
Giorgio Baldi, che da anni espone i suoi capi nella pinetina, punta il dito contro le condizioni di lavoro in piazza Marconi
FORTE DEI MARMI. «Un mercato prestigioso come quello del Forte, forse il più importante d’Italia, rischia di affondare nella melma». L’allarme è di Giorgio Baldi che da tanti anni espone i propri capi di abbigliamento nella pinetina centrale di piazza Marconi, dove trovano posto un’altra cinquantina di banchi.
«Sicuramente, il maltempo di questi giorni ha molte colpe nel rendere inagibile il terreno della pinetina interna all’anello asfaltato di piazza Marconi, non solo ai nostri camioncini e ai banchi, ma anche e soprattutto ai nostri clienti. Tuttavia - aggiunge Baldi - non è solo una storia di oggi, e in questo mi sento davvero di rappresentare anche le preoccupazioni dei miei colleghi. Si tratta di una vicenda vecchissima, e mai risolta, per cui bastano due gocce di pioggia per rendere inutilizzabile il cuore della piazza e quindi impedirci di lavorare. Invece ai colleghi più fortunati che hanno il parcheggio dei loro banchi sull’anello asfaltato, basta un raggio di sole perché vedano il terreno asciugarsi e possano esporre le loro mercanzie. Dodici anni fa - ricorda ancora Baldi – ci fu perfino un‘ordinanza del Tribunale di Lucca che obbligò il Comune a farci lavorare fuori dalla pinetina, distribuendo i banchi attorno alla piazza, ma fu un provvedimento che durò poche settimane, dopodiché tutto tornò come prima in balia della pioggia».
L’appello degli ambulanti della parte centrale della piazza sale ora, dunque, verso il sindaco Buratti e il vicesindaco Molino: «Chiediamo loro di intervenire concretamente – prosegue Baldi - perché ne va non solo del nostro lavoro, ma anche dell’immagine di questo mercato che si identifica in maniera sorprendente con quella della città. Ci sono poi anche altre questioni che segnalo all’amministrazione comunale – continua Baldi – come ad esempio gli insufficienti spazi destinati all’accesso dei mezzi di soccorso, che potrebbero creare problemi per consentire l’ingresso di ambulanze o vigili del fuoco».
Quando gli ambulanti non espongono i banchi non pagano il suolo pubblico? «Magari fosse così, perché il rammarico per non poter lavorare è sempre ovviamente prioritario - conclude Baldi – ma in questi casi c’è per noi pure la beffa, perché per un banco come il mio si spendono tra i 70 e gli 80 euro al giorno che sono pagati in anticipo e quindi versati anche per le giornate come quella odierna in cui non abbiamo altra scelta che tornare amareggiati a casa senza lavorare. Il tutto con palese disparità di trattamento con i nostri stessi colleghi di mercato che hanno i parcheggi dei banchi sull’asfalto e ai quali basta un minimo miglioramento del tempo per poter lavorare».
Franco A. Calotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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