Il Tirreno

Versilia

Ristoratore a processo «Sequestrò la cameriera»

L’uomo, 50 anni, avrebbe chiuso in bagno una 16enne marocchina dopo una lite È accusato anche di averle rivolto insulti di tipo razzista. Lui però nega tutto

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MASSAROSA. «Non ho mai pronunciato offese razziste in tutta la mia vita e non ho chiuso la ragazza nel bagno».

È stato il giorno in cui il ristoratore Fabio Corrado, 50 anni, residente a Massarosa, si è difeso dalle accuse di ingiuria, aggravata dalla discriminazione razziale, e sequestro di persona, nel processo per fatti avvenuti in un ristorante di Capannoli (Pisa), interno a un agriturismo, tra l’ottobre 2007 e il settembre 2008.

Il processo si celebra in tribunale a Pisa.

All’epoca l’imputato lavorava in un ristorante gestito alla convivente. Lui si occupava della pizzeria. In sala, come cameriera, c’era una sedicenne marocchina, residente in Valdera, che poi lo ha denunciato accusandolo di averla più volte apostrofata con epiteti come “sporca negra” e nel settembre 2008, al culmine di un diverbio, di averla anche rinchiusa in bagno. Tra le accuse mosse a Corrado anche quella di non averle fatto rispettare il Ramadan.

Ora l’ex cameriera ha 23 anni e nel procedimento è assistita dall’avvocato Massimo Parenti.

«Non è vero - ha dichiarato in aula l’imputato a proposito delle accuse che gli vengono mosse - La ragazza poteva mangiare quando voleva. E poi non l’ho mai offesa, né chiusa in bagno».

Corrado ha raccontato origine ed epilogo dell’episodio poi concluso con la rottura del rapporto di lavoro con la marocchina minorenne.

«Quel giorno era nervosa per motivi suoi personali - ha riferito in Tribunale - Quando entrò una famiglia, con un bimbo disabile, in sala nessuno l’ha accolta. Io ero in pizzeria e ho visto la cameriera dietro al banco del bar che stava mandando dei messaggi con il telefonino. Le feci presente che avrebbe dovuto ricevere i clienti e lei mi rispose che spettava a me quel compito. Esplose in una rabbia improvvisa. Allora chiamai la mia compagna e le dissi di provare a calmarla e che forse era meglio se per quella sera fosse andata a casa. Uscì e dopo una ventina di minuti arrivarono il fidanzato e suo padre che aggredirono me e la mia compagna».

Il pubblico ministero Rizzo ha ricordato all’imputato le testimonianze del personale dell’agriturismo, con cui Corrado ha avuto dei contenziosi, secondo le quali in più occasioni l’imputato avrebbe offeso la ragazza sul luogo di lavoro con riferimenti razzisti.

«Hanno detto il falso» ha replicato Corrado.

La sentenza del processoè attesa per giugno.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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