Lutto
Bertola difende il suo pontile «A Lido ha portato solo vantaggi»
L’ex sindaco di Camaiore è stato ascoltato come testimone nel processo per i project financing Partita anche qualche frecciata verso i vecchi oppositori: tanti attacchi, ma il tempo ci ha dato ragione
CAMAIORE. «Il Pontile? Ha portato tantissimi benefici a Lido, e le contropartite date dalla mia amministrazione ai privati che lo hanno realizzato sono state congrue, come è stato stimato anche da professionisti esterni. L’opposizione fece una grande battaglia ma il tempo ha dimostrato che hanno sbagliato». Ad affermarlo è stato l’ex sindaco Giampaolo Bertola chiamato a testimoniare ieri mattina nel processo per il Pontile e i project financing di Lido. Bertola ha anche risposto a domande incalzanti del pubblico ministero Fabio Origlio sui rapporti tra il dirigente Claudio Castellacci e società esterne con le quali collaborava il figlio e che, secondo l’accusa, l’ingegnere avrebbe favorito in maniera non regolare. «Non sapevo di quei rapporti - ha detto Bertola al pm - e ne ho chiesto conto a Castellacci dopo l’apertura dell’inchiesta e l’arresto. Lui ha sempre negato tutto».
Si è svolta ieri di fronte ai giudici del collegio del tribunale di Lucca l’ennesima puntata del processo per i Project Financing di Lido, che vede imputate 14 persone. Ieri è stata la volta dei testimoni chiamati a deporre dalla difesa del dirigente del Comune Claudio Castellacci, che deve rispondere di accuse come corruzione, falso e peculato. L’avvocato empolese Antonio Rovini ha fatto arrivare a Lucca nomi conosciutissimi tra i quali, lo storico dirigente del comune Roberto Lucchesi, l’avvocato Maria Grazia Zicari e, naturalmente, l’ex sindaco Giampaolo Bertola. Quest’ultimo è apparso in grande forma - nonostante la voce leggermente roca per un raffreddore - e, avvolto in un maglioncino rosso vermiglio, è salito sul banco degli imputati con grande sicurezza.
L’avvocato Rovini e la collega Lodovica Giorgi (che difende l’imprenditore Stefano Varia) l’hanno fatto rispondere sulla storia del pontile, sulla scuola di via Trieste e sui progetti, poi abortiti, per l’area di Bussoladomani.
Bertola ha ricordato che al momento del suo insediamento nel 2002 esisteva già un progetto per il pontile concepito dall’amministrazione Ceragioli (l’opera era già stata inserita anche nel piano strutturale). «Quel progetto lo abbiamo scartato - ha detto Bertola - perché non adatto. Poi è arrivato il piano presentato dall’Ati che alla fine ha realizzato il project ».
Bertola ha parlato poi dei continui rapporti tra l’associazione di imprese, gli uffici comunali e l’amministrazione per migliorare i progetti e trovare contropartite congrue per gli imprenditori mano a mano che i piani si modificavano. «Ma tutto - ha affermato Bertola - si è svolto in maniera regolare e ci ha portato vantaggi e risparmi. Anche la manutenzione del pontile è stata accollata ai realizzatori».
Uno dei punti su cui insiste l’accusa è il progressivo aumento del numero degli stalli a pagamento ceduti alla Pontile Project durante le fasi del progetto. «Questo è normale - ha detto Bertola - il project è uno strumento flessibile che può essere continuamente aggiornato in modo di garantire la remuneratività per l’impresa e per non far perdere i propri vantaggi al comune. Se avessimo costruito il pontile con un mutuo avremmo bloccato le casse dell’ente per anni». Domande anche sul progetto per la costruzione della scuola elementare di via Trieste costruita cedendo l’edificio del Chini in via Vittorio Emanuele all’impresa che l’ha realizzata, la cooperativa Unieco, per costruirvi una serie di appartamenti e negozi. Per l’accusa il valore dell’edificio ceduto sarebbe stato sottostimato dal Castellacci per dare un vantaggio all’impresa che poi avrebbe versato 96mila euro su un conto della società del figlio del dirigente comunale. «Il tempo ha dimostrato - ha detto Bertola - che la valutazione è stata veritiera, il Comune ha guadagnato molto anche da quel progetto».
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