Il Tirreno

Versilia

Trasformazione dell’Eolo, il Comune fa dietrofront

di Donatella Francesconi

L’ufficio edilizia chiede che dentro il palazzo rimanga uno spazio per il cinema La proprietà ricorre al Tar per la questione parcheggi, a rischio l’arrivo di Zara

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VIAREGGIO. Negli ultimi due anni di amministrazione Lunardini è stato un po’ il “tormentone” sul fronte commercio in città: ma Zara arriva o no? Il marchio spagnolo dell’abbigliamento modaiolo a prezzi per tutte le tasche sembrava destinato, come da trattative intercorse, a mettere radici nell’ex cinema “Eolo”, gestito dalla famiglia Bertuccelli che ha espresso un ex assessore alla cultura, nella persona di Anna Vittoria Bertuccelli, moglie dell’avvocato Renzo Migliorini. Da mesi, però, dell’operazione di trasformazione si erano perse le tracce. In realtà oggi emerge che recentemente l’ufficio edilizia del Comune ha messo un’ipoteca sul progetto presentato dalla proprietà: dentro l’Eolo così come i viareggini hanno imparato a conoscerlo, deve restare una parte di immobile destinato a cinema. Dagli uffici al terzo piano del Municipio, dunque, è arrivato un no secco alla destinazione solo commerciale dell’edificio. Lo prevedono - spiegano in Comune - le schede degli edifici della Passeggiata. E da quelle - pare di capire - non si scappa.

In realtà, però, la vicenda trasformazione dell’Eolo da cinema in megastore all’ultimo grido, oggi è nella mani dell’ufficio legale del Comune. Per dipanare un’altra delle “puntate” della telenovela “Zara sì o Zara no”. Secondo l’ente pubblico trasformare una sala cinematografica in un negozio configura un cambio di destinazione d’uso. Cambio che prevede la dotazione di parcheggi per la struttura commerciale (il negozio) o la monetizzazione degli stessi parcheggi non disponibili. Insomma: se l’edificio commerciale non dispone dei posti auto necessari, paga al Comune una cifra. Quantificata, nel caso dell’Eolo, in poco meno di 400mila euro. Una richiesta che sarebbe finita per incidere inevitabilmente nella trattativa con il marchio spagnolo della moda.

La proprietà dell’ex cinema ha deciso di opporsi alla richiesta del Comune, portando la questione davanti al Tribunale amministrativo regionale, con un ricorso del quale non si hanno ancora notizie. Ma che ha al centro del contendere il concetto che commerciale sia da ritenersi un negozio di abbigliamento, ma altrettanto commerciale sia un cinema.

Vicenda complicata, dunque. Anche se la proprietà Bertuccelli e gli interessati ad aprire il nuovo negozio si erano nuovamente incontrati poco prima del Natale scorso.

La prospettiva dell’addio ai cinema storici della Passeggiata aveva suscitato non poche proteste in città. L’edizione 2011 di Europacinema aveva visto perfino una manifestazione con tanto di bara depositata di fronte alla sala dei sogni destinata a chiusura.

A sostenere, convinto, la richiesta di trasformazione era stato l’ex assessore al commercio, Antonio Cima . Tanto che la commissione comunale titolata a dare il parere sulle destinazioni dei fondi in Passeggiata non aveva battuto ciglio e si era espressa favorevolmente.

Quando, poi, i proprietari hanno presentato agli uffici comunali la segnalazione certificata di inizio attività (Scia) è saltato fuori lo stop dovuto al fatto che nel progetto non era prevista una sala cinematografica sia pur di dimensioni ridotte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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