Il Tirreno

Versilia

Ospedale, disagi e proteste «Ci mancano i farmaci»

di Matteo Tuccini
Ospedale, disagi e proteste «Ci mancano i farmaci»

Medici e infermieri lamentano ritardi nelle forniture anche di guanti e barelle Granaiola chiede spiegazioni all’Asl che rassicura gli utenti: è già tutto a posto

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Mancano i farmaci all’ospedale Versilia. E anche i guanti e le garze scarseggiano. Al pronto soccorso, addirittura, medici e infermieri si lamentano perché barelle e lettini rotti da tempo non sono ancora stati sostituiti.

La colpa è dei ritardi nelle forniture. Dall’Area vasta nord-ovest, cioè l’ente che si occupa di acquistare e inviare materiale medico alle Asl della costa tirrenica, da qualche tempo prodotti e attrezzature arrivano a singhiozzo. E così chi lavora in corsia è costretto a fare di necessità virtù.

«Prenda, lo porti via». A più di un paziente il medico o l’infermiere di turno chiede comprensione: «Cerchi di capire, dobbiamo fare con quello che abbiamo». A qualcuno viene allungato di nascosto un farmaco, o una garza se ha bisogno di una medicazione: «Non si faccia vedere, altrimenti passiamo dei guai», è la richiesta spassionata, come se si cercasse di nascondere l’arma del delitto. Atteggiamenti discutibili? Può darsi. Ma sono sempre spie di qualcosa che non va.

Il motivo dei ritardi. Ma perché ci sono questi problemi nelle consegne? Sulle motivazioni si rincorrono mille voci. Secondo il direttore generale dell’Asl Versilia, Brunero Baldacchini (che tra l’altro proviene proprio dall’Area vasta) le difficoltà sono solo burocratiche: «Non è semplice rifornire in continuazione 6 aziende sanitarie diverse - dice - e comunque si parla di ritardi di qualche giorno. Nulla che non possa essere tollerato nell’organizzazione del lavoro». Il magazzino farmaceutico di Area vasta a Pisa, però, ha 45 dipendenti dedicati, e le sue procedure sono sempre le stesse da anni. Idem per le altre attrezzature. Così viene il sospetto che ci siano motivazioni economiche, e cioè ritardi nei pagamenti del materiale medico alle aziende fornitrici . Baldacchini la vede così: «Io sono il direttore dell’Asl Versilia, e per quello che mi compete dico che i nostri pagamenti sono regolari». Certo che l’Area vasta, o Estav che dir si voglia, è sempre più nel mirino: dipendenti o sindacati lo considerano un carrozzone, pieno di dirigenti e impiegati amministrativi. Che ha fatto sì risparmiare sui bandi di gara, ma non nel conto totale.

Le domande della senatrice. Su questo e su altri argomenti legati ai guai della sanità, la senatrice del Pd Manuale Granaiola ha inviato una serie di quesiti al direttore Baldacchini. In particolare sul piano di riorganizzazione che verrà discusso tra pochi giorni, proprio in un vertice di area vasta tra le Asl della costa. «La Versilia - scrive la senatrice - attraversa una fase di grande incertezza: dare qualche informazione in più e togliere i dubbi sarebbe molto importante. Le azioni di razionalizzazione a che punto sono, a che punto è insomma il piano di riorganizzazione? Sappiamo che verrà portato alla direzione il 25: è possibile visionarlo e dare il nostro contributo prima che questo avvenga? E soprattutto come si pensa di effettuare i risparmi previsti senza tagliare servizi?».

«La Versilia - prosegue la senatrice - in tema di risparmi e razionalizzazione ha già dato molto (da 4 ospedali a uno unico) mentre nel resto della provincia, oltre all’ospedale nuovo di Lucca se ne farà un altro a Castelnuovo. Massa è commissariata e ha 4 ospedali in funzione. Non crede Baldacchini che se la direzione ed i sindaci della Versilia facessero muro si potrebbero ridimensionare i tagli previsti?»

Oltre alle gare per gli approvvigionamenti degli strumenti per lavorare, di cui si è detto in precedenza, la Granaiola chiede anche il punto sulla decisione del trasloco della centrale del 118, sul servizio delle trasfusioni («quello della Versilia è tra i più importanti della regione, ma da tempo le associazioni dei donatori lamentano una inadeguatezza dei locali e delle risorse umane») sull’ipotesi di un accorpamento dell’area tecnica con quella amministrativa. «Chi sarà il dirigente visto che uno va in pensione? Saranno mantenuti gli attuali livelli occupazionali?» sono le domande della senatrice.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa