Il Tirreno

Versilia

Crollano le colline, 12 famiglie evacuate

di Giovanna Mezzana
Crollano le colline, 12 famiglie evacuate

Gravi smottamenti su Monte di Ripa e Solaio: trenta persone costrette a lasciare casa, altre venti restano isolate

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SERAVEZZA. Per la Versilia storica quella di ieri è stata una giornata terribile: la pioggia dei giorni scorsi – per Seravezza, in particolare, c’è un’allerta “moderata” sino a mezzanotte – ha messo a dura prova la stabilità delle colline, che parevano dovessero precipitare verso valle. Sopra Pietrasanta, nella frazione di Bottigliona a Solaio, una frana minaccia 8 case: nel pomeriggio di ieri, 6 famiglie hanno dovuto lasciare le loro abitazioni (due villette non erano abitate) per un totale di 11 persone che hanno trascorso la notte lontane dal focolare domestico. Sul Monte di Ripa sono state 6 le case evacuate (altrettanti i nuclei familiari) dalla mattina: circa 18 le persone allontanate. «Questa è una zona dove c’è sempre stato qualche movimento del terreno – dice Ettore Neri, sindaco di Seravezza – ma quello che si è verificato è decisamente superiore a qualunque previsione». In serata, il primo cittadino confermava che erano già iniziati i lavori per la rimozione dell’asfalto e le verifiche sullo “spessore” delle rocce.

Monte di Ripa. Quella che “smotta” la collina residenziale di Seravezza è una frana quiescente; così si definisce una frana di cui si conosce l’esistenza – quella autoctona è persino indicata nelle carte geologiche – ma che “dorme”, come un vulcano inattivo. Il problema è che si è risvegliata, e il primo effetto si è visto su via della Resistenza, unica strada di accesso alla Beverly Hills tascabile: enormi crepe hanno squarciato l'asfalto, e un tratto è collassato. La strada è stata chiusa. E c’è anche un effetto domino: l'interruzione di via della Resistenza isola anche 13 famiglie in località Lavacchino (siamo sul “versante” Pietrasanta). Per sanare la situazione «sarebbero necessario 1 milione di euro: a occhio e croce», stima il sindaco Neri.

Scatta l’emergenza. Sul Monte di Ripa tutto comincia lunedì alle 17.30 quando sull’asfalto compaiono delle “lesioni”. La macchina della protezione civile comunale – il cui cervello risiede in piazza Matteotti a Querceta dove c’è il centro operativo – si mette in moto. Fino alle 19.30 i residenti riescono a percorrere la strada anche in automobile. Manca poco alle 20 e l’asfalto inizia ad aprirsi: e pensare che solo un mese fa era stato rinforzato «perché già in passato c’erano stati dei cedimenti – spiega Alex Pardini, consigliere delegato alla protezione civile di Seravezza – Tra le 20 e mezzanotte – continua– abbiamo registrato un movimento di 25 cm». Per tutta la notte la frana è stata “sorvegliata” dai volontari della Croce Bianca di Querceta. Pian piano la strada si è “aperta” come sotto l’effetto di un’onda sismica. Poi alle 10 di mattina, l’evacuazione.

Effetti collaterali. Il problema non riguarda solo il manto stradale. «Anche i terrazzamenti sottostanti via della Resistenza si sono mossi: si vede anche ad occhi nudo – annota Pardini – e ancora sotto, il viale di accesso ad una villa (evacuata) è lesionato e il muro di contenimento del terreno si è spostato verso valle di circa 40 centimetri».

Collina da sogno. Monte di Ripa sta a Seravezza come Capriglia sta a Pietrasanta. Negli ultimi venti anni c’è chi si è trasferito da Milano e da Modena, da Pistoia e da Firenze, finanche da Forte dei Marmi per godere del panorama di lassù. Adesso, si cercherà una viabilità alternativa: intanto, potrebbero essere rispolverate vecchie mulattiere. Sorvegliato speciale, anche il canale del Pilli che scorre, da secoli, perpendicolare (sotto terra) a via della Resistenza.

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