Sicurezza
Coop accusa: il Comune non ci paga da agosto 2012
Parla il presidente della “Demetra” che gestisce la passerella sul Burlamacca: «Da mesi siamo costretti ad elemosinare quanto ci è dovuto, ora basta»
VIAREGGIO. Dal 1998 la passerella pedonale sul canale Burlamacca è affidata nelle mani delle cooperative che la tengono aperta e chiusa, garantendone anche la piccola manutenzione. «Ma così non si può più andare avanti», scrive nero su bianco il presidente della cooperativa sociale “Demetra”, che ha l’appalto in corso. «L’anno scorso - racconta Augusto Bonuccelli - siamo stati pagati per la prima volta ad agosto. Con la promessa che a febbraio di quest’anno ci avrebbero versato il resto. Così non è stato...». La cooperativa “Demetra” svolge anche altre attività per conto del Comune, nel settore del verde pubblico. «Da mesi - denuncia Bonuccelli - siamo indotti ad elemosinare, nel vero senso della parola, quanto a noi dovuto per la gestione della passerella e per la manutenzione di parchi cittadini. Somma che è pari a 22mila euro per il 2012 e già 16mila per il 2013».
Con un “particolare” che il presidente della cooperativa sottolinea con forza: «Sappiamo per certo che i finanziamenti per coprire la spesa relativa al servizio svolto sulla passerella arrivano puntualmente dalla Regione agli uffici di ragioneria comunali. Da qui spesso se ne perdono le tracce».
Un modo di agire che non è sfuggito alla Corte dei Conti: nelle due relazioni dello scorso anno, l’organismo di controllo sui conti pubblici ha ripetutamente sottolineato l’utilizzo definito «improprio» dei fondi “dedicati” ad un determinato scopo e provenienti non dalle entrate del Comune.
«Così non può più andare avanti - prosegue l’appello-denuncia di Bonuccelli -. I lavoratori della cooperativa “Demetra” hanno il diritto di essere pagati regolarmente con le risorse che il Comune ottiene dalla Regione e che devono puntualmente essere messe a disposizione per pagare gli stipendi, per questa attività e per le altre che come cooperativa forniamo al nostro Comune. La nostra situazione si fa sempre più difficile: chiediamo il sostegno di tutti, cittadini, associazioni, partiti, per aiutarci a non dover prendere misure drastiche per i nostri soci-lavoratori e dannose per l'immagine stessa della città. Parliamo di decine di lavoratori e di tante famiglie che vivono solo in base al reddito derivante da questi lavori. Non pretendiamo favori né chiediamo elemosine, vogliamo solamente essere pagati per i servizi che forniamo alla comunità con professionalità e scrupolo favorendo, tra l'altro, l'inserimento al lavoro di persone svantaggiate ed in difficoltà».
La cooperativa presieduta da Bonuccelli conta una ventina di dipendenti, per il 30% persone svantaggiate, le più “fragili” per condizioni di vita. «Tutti i mesi dobbiamo fare gli stipendi e versare i contributi», sottolinea Bonuccelli, «mentre l’ente pubblico ritarda da un anno all’altro il versamento del dovuto. In questi condizioni non può lavorare più nessuno: il pubblico lo deve sapere».
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