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Romanini resta in carcere I giudici: personalità violenta
Respinta la richiesta dell’avvocato dell’imprenditore arrestato per il sequestro di un rivale in affari Per il tribunale liberarlo sarebbe pericoloso. Il legale: un carabiniere testimone a nostro favore
CAMAIORE. «Una personalità violenta e prevaricatrice che non indietreggia davanti a nulla pur di ottenere i suoi scopi criminali». Con queste parole il tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di scarcerazione per l’imprenditore Roberto Romanini, arrestato un mese fa dalla squadra mobile di Lucca su ordine della direzione distrettuale antimafia di Firenze, con accuse come sequestro di persona a fini di estorsione, calunnia e minaccia per commettere altro reato. Per i giudici le minacce si sarebbero ripetute almeno fino al maggio 2012.
Pronta arriva la replica dell’avvocato di Romanini Maurizio Tonnarelli. «Né io, né il mio cliente abbiamo ancora ricevuto niente - in ogni caso siamo pronti a fare ricorso in Cassazione». Tonnarelli continua a parlare di testimoni che potrebbero scagionare Romanini e tra questi anche «un appuntato dei carabinieri» che avrebbe visto firmare il contratto al centro della disputa tra Romanini e l’ex socio (e autore della denuncia da cui è partita l’indagine) Loreno Dalla Valle.
Romanini resta in carcere. E’stata la squadra mobile di Lucca a diffondere la notizia della decisione del Tribunale del riesame di Firenze.
Il collegio del riesame, fa sapere la squadra mobile, ha rigettato in toto il ricorso, ritenendo insussistenti le eccezioni formulate dal Romanini per opera del suo legale. Anzitutto i giudici hanno osservato che i gravi indizi di colpevolezza sono tutti ampiamente motivati nella ordinanza applicativa della custodia cautelare a carico del Romanini, che poggia sulle indagini effettuate dalla questura di Lucca sotto la direzione del Pm della Dda Ettore Squillace Greco.
Difesa contestata. I giudici avrebbero definito «grottesca» la versione dei fatti fornita da Romanini sui filmati scabrosi ritrovati sul suo computer e che, secondo l’accusa sarebbero serviti a ricattare Dalla Valle. Per la difesa dell’imprenditore camaiorese, invece, Dalla Valle si sarebbe fatto filmare durante un rapporto e poi avrebbe consegnato il video a Romanini per custodirlo. I giudici hanno ritenuto pienamente attendibili anche le dichiarazioni di altri soggetti minacciati pesantemente dal Romanini, anche in periodi relativamente recenti (si ricorderà che la denuncia del Dalla Valle riguardava fatti del 2006).
Pronto il ricorso. L’avvocato di Romanini dice di voler portare avanti la battaglia per la scarcerazione ricorrendo in Cassazione. «Le testimonianze a favore del mio assistito - spiega l’avvocato Tonnarelli - finora non sono state prese in considerazione».
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