Il Tirreno

Versilia

Ingiusta detenzione Mallegni chiede di essere risarcito

«Ho subìto una limitazione immotivata della mia libertà appena terminati gli ultimi due processi presenterò il conto»

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PIETRASANTA. Si profila una causa in sede civile a più zeri fra l'ex sindaco Massimo Mallegni e lo Stato italiano. Il nodo del contendere sono quei cinque mesi e mezzo di detenzione, fra carcere e domiciliari, subiti dallo stesso Mallegni nel 2006, ma certificati come illegittimi alla luce delle sentenze sul processo legato alla corruzione a palazzo comunale.

«In termini giuridici si chiama Rid, richiesta per ingiusta detenzione: richiesta che il sottoscritto e il suo legale metteranno in pratica una volta che sarà scritta la parola fine su due capi di accusa che ancora mi riguardano e che verranno appunto discussi in sede di appello».

Massimo Mallegni si riferisce alla questione vigili - all'ex primo cittadino è stato infatti contestato il reato di violenza privata - e ancora l'accusa di corruzione impropria - ma in ballo c'è anche un abuso d'ufficio per la vicenda di un albergo di Fiumetto, ndr -. «Sono condanne che andranno in prescrizione, ma contro cui, con ogni probabilità, mi appellerò - sottolinea l’ex sindaco - se abbiamo quantificato la richiesta di indennizzo? No, assolutamente. Un fatto è certo: fra detenzione in carcere 39 giorni e a domicilio, 117 giorni, ho subito una limitazione immotivata, lo dicono le sentenze, della libertà. Agiremo di conseguenza» promette Mallegni che altro, sulla vicenda, non vuole aggiungere.

Il contenzioso che verrà fra l'ex primo cittadino e lo Stato niente ha però a che vedere con il rimborso delle parcelle degli avvocati dei diversi imputati dello stesso processo al tribunale di Lucca. Come abbiamo anticipato nei giorni scorsi in cronaca, sul tavolo “ballano” infatti circa due milioni di euro di onorari che l’amministrazione comunale, e quindi i cittadini, sempre sentenze alla mano, dovranno liquidare visto che gli stessi imputati - una quindicina fra ex amministratori e dipendenti comunali - nel frattempo sono stati assolti.

È una prospettiva che rischia di fare saltare “il banco” di palazzo comunale, già alle prese con serie problematiche di bilancio e ancora in attesa di un via libera definitivo alla voce patto di stabilità. Un insieme di situazione, dunque, che è motivo di giusta apprensione fra gli amministratori, in particolare dopo che la Corte dei Conti, investita di un parere sulle parcelle da pagare, ha rimandato tutti gli accertamenti al Comune: spetta infatti a Lombardi e alla sua giunta prendere una decisione, definitiva, sul via libera, o meno, ai rimborsi.

Luca Basile

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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