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Alberghi, Buratti assicura niente tassa di soggiorno
Anche per il 2013 Forte dei Marmi non applicherà il tributo al settore ricettivo Confermata la riduzione dal 4 al 2 per mille dell’aliquota Imu sulle prime case
FORTE DEI MARMI. Gli albergatori fortemarmini hanno almeno una ragione per essere soddisfatti: anche per il 2013 il Comune eviterà di applicare la tassa di soggiorno che pesa sugli operatori del settore. Si tratta di «un tributo – dichiara Il sindaco Umberto Buratti – che ha creato più problemi di quanti ne voleva risolvere, anche perché – spiega – di fatto manca il sostituto d’imposta e quindi diventa spesso inesigibile».
Imu prima casa. La Giunta Buratti non torna indietro neppure sull’annunciata riduzione dell’imposta municipale unica, l’odiata Imu. «Stiamo lavorando ormai da settimane al bilancio – annuncia l’assessore alle finanza del comune di Forte, Michele Molino – e ci siamo posti un obiettivo sociale: dimezzare l’Imu sulla prima casa». Se la vecchia Ici portava circa 7 milioni di euro nelle casse del Fortino, l’Imu ha più che raddoppiato gli introiti, tra la parte spettante per legge al Comune e quella che è andata direttamente allo Stato. «Il risultato – spiega Molino – è stato però che, a fronte del raddoppio dell’esborso dei cittadini, si sono sottratti una decina di milioni di euro dai consumi. Così il nuovo bilancio preventivo – precisa Molino – è stato messo a punto con l’obiettivo di dimezzare l’aliquota dell’Imu che nel 2012 era al 4 per mille, per portarla al minimo del 2 per mille». L’operazione di abbattimento dell’aliquota il Comune la farà basandosi «sulle leggi attualmente in vigore – osserva il numero uno delle finanze del municipio – ma speriamo che a giugno (quando il bilancio andrà approvato)il nuovo governo ci consenta interventi più decisi». Del resto, tutte le forze politiche che hanno corso all’ultima tornata elettorale hanno detto di essere intenzionate a contenere la pressione fiscale. Vedremo quale patata bollente verrà passata ai sindaci. «Siamo comunque sicuri – afferma – che già con questa decisione (riduzione dell’Imu) potremo far respirare molte famiglie, alcune delle quali hanno dovuto perfino ricorrere ai prestiti bancari per pagare questa l’imposta».
Immobili d’impresa e Tares. Un’altra ipotesi su cui palazzo civico sta lavorando riguarda la riduzione dell’aliquota Imu per gli immobili di categoria D: e cioè alberghi e stabilimenti balneari, immobili in genere impiegati per fare impresa; l’idea sarebbe quella di ridurre di almeno un punto l’aliquota per i contribuenti che possiedono questa tipologia di proprietà immobiliare: soprattutto in vista dell’arrivo della Tares, la nuova tassa sullo smaltimento dei rifiuti che – essendo pensata per coprire la totalità delle spese con cui il servizio viene assicurato – non può che comportare degli aumenti.
Tagli alla spesa. Ci sono altre novità di cui gli amministratori pubblici devono tener conto in sede di redazione di un bilancio preventivo. Ad esempio, «è positivo vietare ai Comuni – nota l’assessore Molino – l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente, riservandoli solo alle opere pubbliche; per noi, però significa 2 milioni di euro in meno nella spesa corrente». Risultato? «Si dovrà fare a meno di molte cose» conclude. Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco: «In questa fase – aggiunge Buratti – è giusto chiedere di meno ai contribuenti (Imu dimezzato, ndr) ma dovremo anche spendere di meno. E mi appello ai singoli e alle associazioni cittadine perché siano solidali con noi nell’aiutarci a ridurre le spese nei settori non indispensabili. C’è una strada sola: quella di risparmiare dove è possibile».
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