Il Tirreno

Versilia

Sorpresa, a Forte i cinesi spendono più dei russi

di Giovanna Mezzana
Sorpresa, a Forte i cinesi spendono più dei russi

Nel 2012 lo scontrino medio del turista asiatico è stato di 1.320 euro (+52%) mentre gli acquirenti ex Urss si sono fermati a 1.114 euro. Al top, i giapponesi

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FORTE DEI MARMI. La notizia ha quasi dell’incredibile: nel 2012 nelle boutique di Forte dei Marmi i turisti cinesi hanno speso più di quelli russi; a rivelare il nuovo trend, sono i dati sullo shopping tax free – cioè gli acquisti fatti nei negozi del Belpaese dai cittadini che provengono da tutti i paesi extra Europa – di Global Blue, società leader nella fornitura di servizi e prodotti a viaggiatori, commercianti e società finanziarie.

Vendite top. Se lo scontrino medio degli ospiti (ormai) habitué che arrivano dall’ex Urss ha raggiunto nel 2012 quota 1.114 euro, i turisti partiti dal Gigante Giallo hanno fatto di meglio: 1.320 euro, mediamente. Non solo. I russi sono spodestati dal posto più alto sul podio della top dei migliori acquirenti che comprano all’ombra del Fortino, ma a metterseli alle spalle non è una, bensì due nazionalità asiatiche: al primo posto della classifica dei top spender – cioè il borsino delle nazionalità che spendono di più, stiamo parlando sempre del mondo al netto dell’Europa – ci sono i giapponesi: 1.586 euro è quanto nel 2012 ha speso in media il turista del Sol Levante sulla piazza di Forte dei Marmi.

Crescita inarrestabile. C’è un’altra buona notizia per la Perla della Versilia. L’andamento del valore delle vendite è al rialzo: almeno nel 2012 rispetto al 2011, e sia per Mosca, che per Pechino e Tokyo. Esplosivo è però l’incremento del valore medio del Made in Italy (e in Tuscany) di cui i cinesi fanno incetta: + 52%; i concittadini di Putin, invece, nel 2012, hanno speso mediamente l’8% in più.

Il traino russo. I giapponesi in primis e i cinesi in seconda battuta spendono più dei russi – in termini assoluti – ma gli asiatici rappresentano ancora una piccola quota, quasi residuale, di presenze, rispetto ai grandi numeri in uscita dall’Unione Sovietica. Vediamo un esempio: su 100 paia di scarpe vendute lo scorso anno a Forte dei Marmi, 63 se le sono portate a casa i russi, 4 i cinesi, e solo 2 i giapponesi. Quindi, per il futuro, un obiettivo strategico potrebbe essere quello di mantenere il livello delle presenze russe e alzare quello del Sol Levante e della Grande repubblica popolare.

Tokio e Pechino. Se è risaputo che i giapponesi hanno gusti ormai molto europei e quando sono in vacanze amano mimetizzarsi con l’habitat circostante, i cinesi sono molto ostici da accontentare: il compito è arduo soprattutto per gli albergatori; una curiosità, siamo così diversi che ciò che è olfattivamente gradevole per noi europei, può non esserlo per loro (mettere anche solo un deodorante da cassetto può essere un terno al lotto, dove la vincita, ovviamente, è rappresentata dal pieno soddisfacimento dei desiderata del cliente) . Per il momento, tastando il polso agli operatori, si viene a sapere che pernottano soprattutto Al Principe, resort immerso nella quiete del lussuosissimo quartiere di Roma Imperiale. Pochi, pochissimi, i turisti from China che hanno preso ville in affito: ma non è detto che l’abitudine “russa” non possa prendere campo tra i cinesi.

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