Il Tirreno

Versilia

I carristi allarmati dal commissario

di Claudio Vecoli
I carristi allarmati dal commissario

Fabrizio Galli: «Mannino sembra cadere dalle nuvole» E qualcuno pensa di boicottare la premiazione del 1° aprile

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VIAREGGIO. Per ora non hanno ancora dissotterrato l'ascia di guerra. Ma, sotto sotto, sono pronti a farlo. Dopo le poco rassicuranti parole pronunciate dal commissario prefettizio Mannino circa il pagamento del contributo comunale al Carnevale di Viareggio (un milione e quattrocentomila euro), i carristi non nascondono la propria preoccupazione. E temono che, così come lo scorso anno, possano esservi problemi per riscuotere quanto dovuto loro. «Forse, prima di regalare la maschera con la caricatura a Mannino - scherza Fabrizio Galli, presidente dell'Assocarristi - era meglio aspettare che il comune avesse saldato quanto dovuto».

Rispetto allo scorso anno, quando le cifre di cui erano creditori i costruttori viareggini erano decisamente più consistenti, la quota che i carristi debbono ancora riscuotere è intorno al 10 per cento del compenso complessivo. Per un carrista di prima categoria la somma è dunque di circa 12mila euro, mentre per i carristi di seconda categoria scende a 6mila euro. Somme alle quali vanno aggiunti i premi (ovviamente per i vincitori). «Al di là delle somme - prosegue ancora Fabrizio Galli - ci allarmano le parole del commissario prefettizio che, su modi e tempi del contributo comunale, sembra quasi cadere dalle nuvole. C'è da chiedersi se c'è comunicazione fra il commissario Mannino e il suo sub De Lucia». Poi Galli aggiunge. «La data del saldo delle nostre spettanze è prevista per il 24 marzo prossimo. Fino ad oggi le scadenze previste per i carristi sono state sostanzialmente rispettate. Ci auguriamo che non ci siano novità negative adesso».

Al momento non è prevista alcuna mobilitazione. Ma se dal Comune non dovessero arrivare a breve parole rassicuranti, allora c'è già chi pensa a boicottare le prossime premiazioni previste il 1° aprile, giorno di Pasquetta. Una forma di protesta che i costruttori avevano già attuato lo scorso anno, quando proprio sui finanziamenti al Carnevale scivolò la giunta Lunardini. «Siamo convinti che non ci sarà bisogno di alcun tipo di protesta - dice conciliante Galli - certo è che fa rabbia che fino a che sono in corso i festeggiamenti si parli di un Carnevale di successo e subito dopo l'ultimo corso spuntino improvvisamente dei problemi. Non vorremmo proprio ritrovarci di fronte a scene già viste in passato».

ClaVecoli

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