Gioco
Oltre alle forze di polizia serve la politica
VIAREGGIO. La politica cittadina si “sveglia” con la camorra alle porte, dopo gli arresti di otto persone, tra le quali alcuni imprenditori edili, accusate - tra l’altro - di curare a Viareggio gli...
VIAREGGIO. La politica cittadina si “sveglia” con la camorra alle porte, dopo gli arresti di otto persone, tra le quali alcuni imprenditori edili, accusate - tra l’altro - di curare a Viareggio gli interessi del clan casalese Russo, strettamente legato al clan Schiavone.
«Le notizie relative alla malavita che hanno coinvolto Viareggio e la Versilia in questi ultimi giorni sono allarmanti. Le autorità competenti parlano chiaramente di traffici illeciti, infiltrazioni camorristiche, reinvestimento di soldi sporchi, gestione di appalti nel tessuto economico e produttivo della Versilia. Non più tardi di alcune settimane fa Libera, associazione nata per sollecitare l'impegno di tutti contro le mafie, in una iniziativa locale segnalava appartamenti, fabbricati e terreni confiscati alla criminalità organizzata anche a Viareggio e Forte dei Marmi». Interviene così Mario Navari, portavoce della Federazione della sinistra in Versilia. «Oltre al lavoro delle forze dell'ordine - prosegue Navari - serve però anche una risposta politica. Per esempio, che ci si adoperi affinchè i beni confiscati siano riutilizzati a scopo sociale, effettuando così un contrasto veritiero alla criminalità ed una promozione della cultura antimafiosa».
«L'infiltrazione "mafiosa" nel nostro territorio, emersa in modo così clamoroso in questi giorni, non può che aumentare il livello di allarme già da tempo lanciato in città», scrive Massimiliano Baldini, candidato a sindaco per il Movimento cittadini. « È necessario fare immediatamente fronte comune non solo fra tutte le istituzioni ma anche attraverso una risposta forte che provenga dalla società civile. La Versilia, ce lo ricordiamo tutti, ha già vissuto un paio di decenni or sono, una stagione che ha macchiato con il sangue e con plurimi omicidi le nostre strade nella guerra fra bande rivali affiliate a note famiglie mafiose ed allora dedite al taglieggiamento di attività commerciali ed al controllo delle bische e del gioco d'azzardo. Manteniamo alta la guardia - conclude Baldini - per evitare che si possa ripetere ancora una volta quel periodo».
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