Trasporti
Cervaiole, processo per un volantino
Il comune chiede 100mila euro di danni per le accuse di un cittadino. Il giudice: nessun reato
SERAVEZZA. «Quel progetto è taroccato, vi è un grande sperpero di denaro pubblico». Una frase contenuta in un volantino diffuso a Seravezza nel 2010 finisce al centro di un processo. Da una parte l’amministrazione comunale di Seravezza che ha citato per danni l’autore del volantino chiedendo un risarcimento di 100mila euro; dall’altra, sul banco degli imputati con l’accusa di diffamazione, Vittorio Tarabella, 73 anni, un comune cittadino che nello stesso volantino avrebbe criticato, con parole ritenute troppo pesanti dal sindaco Ettore Neri, il progetto di ristrutturazione della piazza Carducci, in parte finanziato dalla Henraux come previsto dal protocollo d’intesa per lo sfruttamento della cava delle Cervaiole. Alla fine Tarabella, che era assistito dall’avvocato Gionata Bonuccelli, è stato però assolto in tribunale a Viareggio dal giudice Valeria Marino.
Nel volantino viene contestato il fatto che l’amministrazione abbia definito “gratuita” la cessione da parte di Henraux del marmo per la ristrutturazione della piazza (valore stimato 78mila euro), mentre invece quel materiale è arrivato come parte di un accordo per lo sfruttamento della cava. Nel foglio documento si leggono frasi del tipo: «Vergogna, c’è chi con sperpero di denaro pubblico e contraendo debiti a carico della collettività locale, ritiene che per migliorarla sia necessario farne scempio». E poi c’erano altre accuse pesanti come quella che parla di un progetto “taroccato” al fine di ottenere finanziamenti dalla Regione per poi cambiare i piani al momento della realizzazione del piano esecutivo. Il volantino non risparmiava critiche nemmeno alla Henraux. La donazione infatti sarebbe stata «carità pelosa» fatta con in mente alcune «contropartite indirette».
Quel volantino non è piaciuto al sindaco Ettore Neri che ha incaricato l’avvocato Maria Clorinda Martinengo, di inviare un esposto alla Procura. Il pm Sara Polino ha così chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per Tarabella ritenendo che il testo potesse aver offeso la reputazione del sindaco Neri. Alla fine l’accusa aveva chiesto una condanna a 4 mesi di reclusione. In aula si è svolto un confronto in cui la difesa ha sostenuto che le parole del volantino non esulano dal diritto di critica previsto dall’articolo 21 della Costituzione. La parte civile, rappresentata dall’avvocato Martinengo, ha replicato affermando che tutte le decisioni sulla piazza sono state prese dopo assemblee pubbliche e con un concorso di idee aperto a tutti. E che le parole di Tarabella accennano in maniera immotivata a presunti comportamenti illeciti o comunque poco trasparenti.
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