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Versilia

Bambini delle scuole in visita alle terre sequestrate alla mafia

Bambini delle scuole in visita alle terre sequestrate alla mafia

I ragazzi delle scuole di Stazzema in Sicilia per imparare a conoscere la lotta alla criminalità

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Incontreranno i familiari di Peppino Impastato, il giornalista che non retrocesse di fronte alle minacce della mafia, che lo uccise nel 1978; conosceranno le storie dei due magistrati-coraggio, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; ma stringeranno la mano anche a chi quotidianamente – e nel “proprio orto” – mostra il coraggio di ribellarsi al pagamento del pizzo. I ragazzi delle classi terze dell’istituto comprensivo “Martiri di Sant’Anna” di Stazzema, diretto da Maria Aurora Trasatti, andranno in Sicilia dall’11 al 14 marzo: sarà una gita scolastica fuori dal coro, che segna una tappa importante di un percorso iniziato da mesi.

Cominciato con la lettura di “Per questo mi chiamo Giovanni” – libro-biografia di Giovanni Falcone – il progetto di studio punta a insegnare agli studenti che cos’è la legalità e di quante sfumature sia fatta la cultura che fa di essa una delle condizioni-cardine del vivere civile e democratico. Non solo: il tema «è stato calato nel vissuto dei ragazzi – spiega Chiara Pellegrini, una degli insegnanti che li accompagnerà in Sicilia – e abbiamo parlato di come la mafia è nata e di come si è sviluppata».

Durante il soggiorno, infatti, studenti e insegnanti saranno ospitati in una struttura ricettiva che ha detto “no” al pagamento del pizzo; mangeranno specialità gastronomiche del luogo e faranno shopping in negozi che aderiscono alla campagna di lotta al racket. Saranno guidati dai volontari dell’associazione Addiopizzo, da anni impegnata nella lotta alle estorsioni.

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