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Quel feeling tra Luzi e Stazzema
A Pruno le celebrazioni per l’ottavo anno dalla scomparsa del poeta
STAZZEMA. Pruno si trasforma in laboratorio culturale e sviscera il significato profondo delle poesie di Mario Luzi, artista che ha avuto a cuore le grandi tragedie, come l’eccidio di Sant’Anna. Sabato, con la lettura delle sue poesie, si è celebrato l’ottavo anno dalla sua scomparsa nello splendido panorama della Pieve romanica. Per l’occasione è stato letto l’ultimo suo inedito: la poesia “Ed ecco torna a lui” scritta nel 2003.
Proprio a Stazzema «il poeta aveva trovato un’appartenenza» dice il sindaco Michele Silicani. Era stato mosso dalla tragedia di Sant’Anna a scrivere, rispettivamente nel 1994 e nel 2004, l’”Appello di Pace” e, dieci anni dopo, il “Drammatico richiamo”. «Per lui – ricorda Nino Petreni, presidente del Comitato Centro Studi Mario Luzi La Barca di Pienza, nonché amico dell’artista toscano – il nazismo e il fascismo erano stati un mostro. Fu partigiano e in quel periodo sulle colline fiorentine fondò un giornale di idee per la libertà». Fu sempre attento ai grandi temi di attualità: «Come ha rivolto il proprio sguardo a Sant’Anna – continua Petreni – ha reagito per l’attentato ad Aldo Moro, al terrorismo, alla guerra nel Golfo e nel Kosovo».
L’appuntamento di Pruno ha insomma fatto eco al messaggio di pace che ogni giorno dal Museo della Resistenza viene trasmesso, soprattutto ai giovani delle scuole. Emozionanti alcune sue poesie come “L’acciambellato” o “Vola alta parola”. «La sua poesia – spiega Marco Marchi, professore di letteratura italiana all’Università di Firenze – porta con sé il valore della storia e rivela la grande speranza che aveva nell’essere umano».
Tiziano Baldi Galleni
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