Gioco
Santini: «Rifarei di nuovo tutto quello che ho fatto»
Dalla tensostruttura di piazza Mazzini ai cavalierati “facili” il numero uno di Palazzo delle Muse replica colpo su colpo alle critiche
VIAREGGIO. I conti in ordine. Cinque corsi con il sole. Uno spettacolo senza particolari intoppi. Il giorno dopo la chiusura del Carnevale 2013, il presidente Alessandro Santini ha davvero di che essere soddisfatto. La cosa che più lo fa felice, però, è personale. Personalissima. Anche se non ha difficoltà ad ammetterlo. "Quello che mi ha fatto più piacere? I complimenti di mio padre. Credo sia la seconda volta in vita sua che me li fa. E allora vuol dire proprio che ho fatto un buon lavoro…"
Presidente, partiamo dai numeri. Che, a differenza dello scorso anno, sono finalmente positivi. E' stata superata di 40mila euro la previsione d'incasso e questo è certamente un successo…
«Direi che i numeri parlano da soli. Di questi tempi, sarebbe stato un successo anche se fossimo arrivati a meno cinquantamila euro rispetto alle previsioni iniziali. E invece non solo le abbiamo rispettate, ma siamo andati anche oltre. Se non fossimo in piena crisi economica, se solo fossimo stati a tre o quattro anni fa, forse avremmo fatto il botto. Ma sono più che soddisfatto già così. E, soprattutto, mi fa felice il dato della vendita dei biglietti cumulativi, che sono rimasti più o meno gli stessi dello scorso anno. E' il segnale che la città è ancora affezionata al suo Carnevale».
Un mese tondo tondo di Carnevale, però, è davvero troppo lungo, non crede?
«Sì, quest'anno siamo arrivati alla terza domenica di Quaresima ed è davvero troppo. Però lo slittamento di una settimana non è colpa nostra. Non potevamo certo sapere che il 24 febbraio sarebbero state fissate le elezioni. Credo che sia giusto tornare alla collocazione tradizionale, con l'ultimo corso la domenica dopo il martedì grasso. Però, leggendo certi interventi sulla stampa o sul web, voglio anche mettere in chiaro che possiamo scordarci di poter fare un Carnevale con meno di quattro corsi domenicali. Da un punto di vista dei bilanci sarebbe insostenibile. Chiunque verrà dopo di me credo debba metterselo bene in testa. Quanto al corso del martedì grasso, è vero che economicamente non ci porta molto, ma ci regala una vetrina televisiva importantissima grazie alla diretta della Rai. E i dati auditel in crescita anno dopo anno ci spingono a continuare su questa strada».
Il giorno dopo l'ultimo corso non possiamo non parlare dei verdetti. Li condivide? E lei che podio avrebbe formulato?
«A quest'ultima domanda non rispondo, perché naturalmente ho un mio podio in testa, ma credo che il presidente della Fondazione Carnevale debba tenerselo per sé. Più che condividere o meno i verdetti, direi che ci consegnano un podio con tre carri che possono essere tranquillamente il nostro biglietto da visita. Parlando in generale, direi che le giurie hanno premiato tre carri maestosi, di grande impatto sul pubblico».
E della formula delle giurie cosa pensa?
«Credo che questa sia la migliore delle formule possibili. Sono assolutamente contrario ad una giuria a discussione, dove il giurato più forte finisce per imporsi sugli altri. Sono contrario alla giuria popolare, perché è complicata da gestire e rischia di creare dei filoni, delle amicizie, dei piccoli partiti. Col rischio che a vincere siano i carristi più popolari e non quelli più bravi. La formula che abbiamo scelto credo invece che sia valida, perché ha criteri di oggettività. Naturalmente il vero segreto è scegliere giurati competenti e affidabili».
Parliamo dei difetti di questo Carnevale. Innanzitutto, c'è qualcosa che non rifarebbe?
«No, rifarei tutto quello che ho fatto. E lo dico convinto».
Allora proviamo noi a mettere il dito su qualche piaga. Cominciamo dalla tensostruttura di piazza Mazzini. Dire che non è piaciuta è un eufemismo. Concorda?
«Il tendone ha portato soldi grazie agli sponsor. E per questo motivo io lo rimonterei oggi stesso. Concordo per il fatto che poteva essere realizzato più bello, più colorato, meno anonimo. Riguardo alla collocazione, torno a ripetere che si tratta di una soluzione d'emergenza. La tensostruttura doveva essere montata nell'area dell'ex Casa del fascio, a fianco di piazza Mazzini. Poi è stato montato il cantiere edile e abbiamo dovuto giocoforza rivedere i nostri piani. Avevamo pensato di spostarlo dietro le tribune di piazza Mazzini, ma quello spazio doveva essere lasciato libero per vigili del fuoco, protezione civile e mezzi di soccorso. L'ultima soluzione rimasta era quella della spiaggia di fronte a piazza Mazzini. Oppure avrei dovuto rinunciare ai soldi che la Fondazione ha incassato dagli sponsor. Una cosa, però, fatemela dire. Ho letto tanti commenti in giro sul fatto che per colpa del tendone non si vedeva il tramonto sul mare… Tutte balle. Chi viene a Carnevale non vuol vedere il tramonto sul mare. Oppure, se lo vuole vedere, se ne va tranquillamente sulla spiaggia. Quelle erano solo scuse per attaccarmi».
Altra cosa che le ha attirato non poche critiche sarcastiche riguarda l'infinità di cavalierati rilasciati a destra e manca.
«Qualcuno ci ironizza su, ma grazie a questa invenzione siamo riusciti a portare gratuitamente al Carnevale di Viareggio decine e decine di ospiti. Proprio con la prospettiva di onorarli con questo titolo esclusivamente simbolico. Se permettete, credo che sia stata una eccellente trovata».
Un vespaio di polemiche ha sollevato anche l'attribuzione del Coriandolo d'oro a papa Ratzinger.
«Altra cosa che rifarei senza alcun dubbio. L'effetto che volevamo era quello di far parlare del Carnevale di Viareggio nei quindici giorni a cavallo fra il quarto e il quinto corso. E l'obiettivo è stato pienamente centrato".
Invece dagli albergatori, sulla storia dei biglietti per i clienti degli alberghi dentro il circuito da cui pensavate di ricavare 50mila euro, si è fatto gabbare bene bene. Non pensa di essere stato quantomeno ingenuo?
«Mi sono semplicemente fidato della parola data. L'associazione albergatori aveva garantito che avrebbero venduto i biglietti di ingresso scontati (a dieci euro, ndr) anche agli ospiti delle strutture all'interno del corso. Così non è stato, ma qualcuno ha violato un patto siglato fra gentiluomini. Io ingenuo? Non lo so. Mi fa piacere però aver ricevuto la solidarietà della presidente dell'associazione albergatori. Questo dovrebbe far capire qualche cosa…»
Parliamo di futuro. Lei sta mettendo in piedi il prossimo Carnevale estivo. Visto che presto non sarà più presidente, non le sembra almeno inopportuno?
«Per niente. Le elezioni sono in programma alla fine di maggio, con probabile ballottaggio a metà giugno. Credo che il nuovo sindaco, chiunque esso sia, avrà prima altre incombenze che non quella di rinnovare la Fondazione Carnevale. E quindi la nomina del mio sostituto avverrà con ogni probabilità in piena estate. Io allora cosa devo fare? Stare con le mani in mano fino ad allora? Ci lasciamo sfuggire degli sponsor che hanno già garantito la copertura finanziaria del Carnevale estivo? E ancora: che facciamo con il Festival Gaber alla Cittadella? Ci lasciamo scappare anche quello perché dovrei limitarmi all'ordinaria amministrazione? Non credo che farei il bene della città».
Sempre a proposito di futuro. Cosa farà quando sarà eletto il nuovo sindaco?
«L'ho già dichiarato proprio al Tirreno e lo ripeto oggi a manifestazione conclusa: non appena il sindaco nominerà la nuova Fondazione Carnevale io protocollerò la mia lettera di dimissioni. Su questo possono stare tutti tranquilli. Chiunque sia il prossimo sindaco…»
Già, il prossimo sindaco. Qualcuno fa anche il suo nome…
«Io, più di un mese fa, ho dato la mia disponibilità. Da allora, però, non ho più saputo nulla».
Chiudiamo con un gioco. Se alle prossime elezioni Santini diventasse sindaco, chi nominerebbe nuovo presidente della Fondazione?
«Visto che è un gioco, rispondo con una battuta: farei il sindaco-presidente».
ClaVecoli
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