Il Tirreno

Versilia

E il Rione che non c’è adesso si candida a mettersi in proprio

di Simone Pierotti
E il Rione che non c’è adesso si candida a mettersi in proprio

Dopo il successo della tre giorni in via Coppino i commercianti meditano l’autonomia dal CarnevalDarsena

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VIAREGGIO. Due mesi fa l’associazione Vivere la Darsena, che riunisce attività commerciali dell’omonimo quartiere, non esisteva neppure. Due mesi più tardi, gli stessi commercianti si trovano a commentare, per giunta positivamente, la riuscita del ‘Rione che non c’è’, la festa di Carnevale che ha tenuto banco in via Coppino in corrispondenza del corso mascherato di chiusura.

L’esperimento sembrerebbe aver funzionato. E chissà che possa ripetersi l’anno successivo, Carnevaldarsena permettendo. Finita la serie di tre serate all’insegna della cucina, delle musiche di Carnevale e dei gruppi in maschera, per l’associazione Vivere la Darsena è il momento di tirar giù le somme, compito affidato alla presidente Roberta Patalani dello studio designer-bar Lucifero in piazza Viani. «Siamo una bella squadra e abbiamo dimostrato a tutti che abbiamo creduto fortemente di riuscire a farcela. Sono state tre serate fantastiche: una volta staccata la musica ci siamo ritrovati e ci siamo fatti i complimenti l’un l’altro. Ci siamo divertiti e, come noi, credo anche la gente che è venuta in via Coppino».

La Darsena, che fosse il rione ufficiale o una festa alternativa per colmare il vuoto lasciato dall’anno di pausa dello storico baccanale, esercita indubbiamente un certo fascino sui carnevalari. «La sensazione che ho avuto passeggiando venerdì sera lungo la via Coppino, quando c’erano ancora poche persone, è stata meravigliosa: sembrava di essere davvero al rione, ce l’avevamo fatta. Ma vorrei ribadire ancora una volta che noi non vogliamo metterci in competizione, né cercare lo scontro con gli organizzatori del Carnevaldarsena: molti dei nostri associati sono loro amici, evitiamo certe polemiche inutili se possibile».

Per Patalani il ‘Rione che non c’è’ è stato “uno stimolo, sicuramente geniale e ben riuscito: abbiamo portato i bambini e le famiglie a unirsi alla nostra festa, non ci sono stati episodi spiacevoli e tutto è filato alla perfezione. Però è solo un punto di partenza: la nostra volontà è quella di far vivere il quartiere anche negli altri periodi dell’anno e vorremmo fare degli eventi anche nelle varie piazze della Darsena e vivacizzare, ad esempio, la zona del lungo canale nei pressi del Museo della Marineria, a mio avviso poco sfruttata.” Qualcuno ha sottolineato la presenza alla serata di sabato della banda La Libecciata presieduta da Patrizia Lippi, ex presidente del Carnevaldarsena che certo non è in rapporti cordiali con gli attuali organizzatori del baccanale. E si vocifera che i commercianti della Darsena vogliano addirittura sostituirsi allo storico rione, che torni in auge oppure no. Ma Patalani smentisce queste indiscrezioni: “Siamo felici, ma anche stanchi. Ancora non ci abbiamo pensato.” Debora Mazzoni del bar Cro, altra colonna portante dell’associazione, si spinge invece oltre. Anche lei, però, nega che i commercianti del quartiere avanzino queste pretese: «Abbiamo unito le nostre forze e il risultato finale è stato una festa bella, partecipata e, soprattutto, sicura. Fin da subito abbiamo provato a essere propositivi con gli organizzatori del Carnevaldarsena, chiedendo di far entrare un nostro associato nel loro consiglio direttivo. Li abbiamo contattati in più modi: adesso sta a loro venire a cercarci». E non è da escludere che al tavolo di confronto possa sedersi l’Assorioni, che ha organizzato le Carneval Night sulla Terrazza della Repubblica definendole “l’unica alternativa possibile alle feste rionali tradizionali”. Un rione, quello ‘che non c’è’, alla fine c’è stato veramente. E il rione, quello vero, che c’è sempre stato fino a quest’anno tornerà ad esserci tra dodici mesi?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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